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giovedì 18 aprile 2013

La migrazione: adattamenti fisiologici e comportamentali.


Dopo la lunga pausa invernale, la primavera porta con sé lo spettacolare fenomeno della migrazione degli uccelli.
In questi giorni la Riserva del Pian di Spagna è vivacizzata quotidianamente da arrivi di nuove specie quali ad esempio prispoloni, cutrettole, codirossi e culbianchi (tutti migratori transahariani). Altri gruppi di migratori a lungo raggio che si possono osservare in questi giorni nelle nostre zone sono i limicoli e le cicogne.


Questi nuovi arrivi mi portano a riprendere l’argomento migrazione iniziato nei precedenti post di seguito elencati:
Perchè migrare.
Migrazione: ma quanti tipi ce ne sono.
La dieta degli uccelli durante la migrazione.


Prispolone Anthus trivialis, aprile, Pian di Spagna (CO). Questo uccello è un piccolo passeriforme migratore transahariano che durante il viaggio migratorio ha dovuto affrontare pericoli e fatiche immani, attraversare deserti e mari per raggiungere le nostre montagne ai limiti della vegetazione dove vi nidificherà. L’evoluzione ha fatto di questa strategia quella ottimale per questa specie.



Cutrettola  Motacilla flava, aprile, Pian di Spagna (CO). Anche questo uccello è un  passeriforme migratore transahariano come il Prispolone, ma a differenza di quest’ultimo, proseguirà il suo viaggio verso le campagne europee.

Adattamenti fisiologici e comportamentali degli uccelli migratori.



La migrazione di per sé è un fenomeno affascinante che ci lascia sbigottiti di fronte ad alcuni viaggi intrapresi da certi uccelli dotati di un incredibile senso di orientamento che permette loro  di attraversare mari, deserti e montagne e dotati inoltre di grandi resistenze che permettono di sopportare voli anche di decine di ore senza mai riposarsi e alimentarsi.
Per far questo gli uccelli hanno sviluppato nel tempo diverse abilità, come ad esempio la regolazione temporale delle diverse fasi del loro ciclo vitale. (migrazione, riproduzione, muta).

Voltolino Porzana porzana.  Questo uccello appartenente alla famiglia dei  Rallidi passa la gran parte della sua vita nel folto del canneto spostandosi prevalentemente a nuoto o camminando, non volando per diversi mesi. Nonostante questa sedentarietà, dopo aver accu­mulato le riserve energetiche necessarie, improvvisamente si invola nella notte e senza sosta percorre centinaia di chilometri.



Molti uccelli decidono di migrare nel corso della notte, altri durante il giorno, mentre alcuni compiono movimenti migratori sia notturni che diurni. Gli studiosi si sono più volte soffermati sul motivo di tale comportamento. Una delle ipotesi più accreditate sulla migrazione notturna è quella che vede nel migrare di notte il vantaggio di poter sfruttare tutte le ore di luce, separando il tempo da dedicare alla migrazione, ovvero la notte, e quello da dedicare all’alimentazione, ovvero il giorno. Inoltre la migrazione notturna può anche essere associata a migliori condizioni di volo: migrando di not­te gli uccelli riuscirebbero ad evitare turbolenze d’aria e a ridurre la perdita di acqua per evaporazione. Inoltre non va sottovalutato il fatto del ridotto rischio di predazione e la possibilità di utiliz­zare importanti riferimenti per l’orientamento (ad esempio la posizione delle stelle).

In seguito un breve elenco relativo ai vantaggi della migrazione notturna.
  • maggior tempo a disposizione per alimentarsi durante il giorno;
  • temperature inferiori che aiutano a prevenire pericolosi fenomeni di surriscaldamento e disi­dratazione nelle regioni calde;
  • maggiore umidità che riduce ulteriormente il pericolo di disidratazione;
  • minore dispendio energetico per volare nell’aria fresca e densa della notte, piuttosto che nel­l’aria calda del giorno;
  • le velocità dei venti sono solitamente minori di notte, riducendo il pericolo di venti contrari o trasversali; allo stesso modo sono minori le turbolenze verticali e ciò diminuisce ulteriormente i costi energetici del viaggio;
  • possibilità di orientarsi utilizzando una bussola stellare;
  • minor rischio di predazione.
Tipico esempio di volatori notturni sono i limicoli. Il termine limicolo è usato genericamente quando ci si riferisce a varie specie di uccelli appartenenti all’ordine dei Caradriformi. Tali uccelli sono ac­comunati dall’abitudine di alimentarsi in zone umide ricercando invertebrati ed altri piccoli animali nell’acqua bassa o nel fango (il termine deriva proprio dalla parola “limo”). Questi volatili sono il classico esempio di migratori notturni, nella notte compiono centinaia di chilometri trascorrendo la giornata alimentandosi. I Limicoli completano il loro viaggio migratorio con poche lunghe tappe anche di 1000-4000 km, in queste pause ricercano ambienti idonei alla loro alimentazione.

Pettegola Tringa totanus, aprile, Pian di Spagna (CO), appartenente al gruppo degli uccelli  limicoli.

Il piro piro boschereccio Tringa glareola – appartenente al gruppo degli uccelli  limicoli.
I vantaggi del volo notturno sono tanti e tanto evidenti che ci si può chiedere come mai alcune spe­cie scelgano di migrare di giorno: volare di notte riduce i tempi, le richieste energetiche ed i rischi di predazione.
Il totano moro Tringa erythropus, aprile, Pian di Spagna (CO). – appartenente al gruppo degli uccelli  limicoli.

I migratori diurni.
Nibbio bruno Milvus migrans, aprile, Varenna (LC). Come tutti gli uccelli rapaci è un migratore diurno.

Tra i migratori diurni vi sono numerose specie di grandi dimensioni, come le cicogne, le gru ed i rapaci, che adottano un volo veleggiato sfruttando le correnti termiche ascensionali che si sviluppano sulla terraferma e traggono vantaggio dal rispar­mio energetico associato a questo tipo di volo.
Cicogna bianca Ciconia ciconia, aprile Pian di Spagna (CO). Scomparsa dal territorio italiano. Negli ultimi anni è possibile sempre più spesso osservarla in Italia durante la migrazione.
Vi sono infine specie migratrici che prediligono un volo battuto diurno. Sono due i motivi di tale “scelta”: il primo riguarda il fatto che questi uccelli traggono un vantaggio da un tipo di migrazione che prevede un frequente alternarsi di volo e foraggiamento. Il secondo motivo è legato al vantaggio per i migrato­ri diurni di poter localizzare più efficace­mente le aree di foraggiamento migliori, riducen­do i tempi di ricerca ed i costi ad essi associati. A differenza dei migratori notturni, quelli diurni si muovono generalmente più lenta­mente, poiché devono utiliz­zare le ore diurne sia per alimentarsi che per migra­re.

Il Fringuello Fringilla coelebs, aprile, Pian di Spagna (CO), è una specie migratrice diurna.
L’adattamento fisiologico degli uccelli migratori ha portato ad una morfologia della forma dell’ala diversa che negli uccelli con abitudini poco migratrici. 
Già dall’inizio del secolo scorso è stato intuito come ali lunghe ed appuntite, costituissero un carattere tipico dei migratori, secondo un principio chiamato re­gola di Seebohm (Seebohm, 1901), dal nome dell’ornitologo che per primo lo codificò. 
Numerose sono le ricerche che hanno dimo­strato il legame tra attività migratoria e forma delle ali, anche tra popolazioni all’interno della stessa specie. In ogni caso le popolazioni migra­trici hanno ali più lunghe e appuntite rispetto a quelle sedentarie e lo stesso vale tra popolazioni migratrici che migrano su diverse distanze: quelle che compiono movimenti più lunghi possiedono ali più lunghe e appuntite. Le ali lunghe ed appuntite costituiscono un requisito molto favorevole alla meccanica del volo, poiché per ragioni aerodinamiche offrono una minor resistenza all’aria fornendo vortici d’aria più favorevoli rispetto a quelle corte e arrotondate.

Rondine Hirundo rustica, aprile Pian di Spagna, un tipico esempio di ala di grande volatore è quella della rondine che si presenta lunga e appuntita.
Le ali sono mosse da una massa di muscoli pettorali, è stato osservato che essi in alcune specie migratrici possono costituire fino al 35% del peso corporeo. A tale massa muscolare corrisponde uno sterno sviluppato e robusto, con una larga super­ficie sulla quale i muscoli possono attaccarsi.
Fagiano comune Phasianus colchicus, è il tipico esempio di uccello terricolo che vola solo in caso di pericolo facendo brevi spostamenti.
I migratori su lunga distanza possiedono fibre muscolari rosse a rapida ossidazione glicolitica (che forniscono più in fretta l’energia necessaria al movimento) e fibre muscolari più sottili con eleva­ta densità di capillari, quindi maggiore efficienza nella diffusione dell’ossigeno nel sangue. Nei migratori inoltre, rispetto ai residenti, si sviluppano un’ipertrofia muscolare ed un accrescimento delle prestazioni fisiologiche che aumentano tra le due categorie il divario nell’efficienza della “macchina corporea”.
Lo Scricciolo Troglodytes troglodytes è tra i più piccoli uccelli europei, frequenta siepi e fitta vegetazione.
Dal sito crosvarenna emerge un dato di ricattura di uno scricciolo inanellato in Polonia e ricatturato a Calco (LC) dopo aver percorso 1189 km, di seguito la mappa del percorso effettuato da questo volatile.

È stato osservato infine che il cuore degli uccelli è grande fino al doppio di quello dei mammiferi di pari dimensione. Questa caratteristica permette loro di affrontare sforzi particolari come il superamento di alcune importanti barriere ecologi­che, quali ad esempio oceani, deserti e catene montuose.
Morette Aythya fuligula, aprile, volo migratorio attraverso le montagne.

mercoledì 5 settembre 2012

Gli abitanti delle zone umide: i Rallidi.

Le zone umide sono ambienti ad elevata biodiversità e rappresentano l’habitat elettivo per numerose specie vegetali e animali poiché in esse è rilevante la presenza di risorse alimentari e nello stesso tempo offrono condizioni favorevoli per il rifugio. In particolare, per gli uccelli, le aree umide costituiscono una delle principali aree di nidificazione, svernamento e sosta durante le migrazioni.

Il Lago di Pusiano, situato tra le provincie di Como e Lecco, costituisce per l’avifauna un’importante zona umida di acqua dolce. Oltre agli uccelli stanziali in questo importante habitat durante la migrazione si possono osservare altri visitatori quali ad esempio, anatidi, limicoli, ardeidi e rallidi. Proprio quest’ultima famiglia, i Rallidi, è tema del post odierno, a seguito di una fortunata giornata nella quale ho potuto osservare questi elusivi uccelli.
Ambiente tipico dei Rallidi.
I Rallidi sono una famiglia di uccelli appartenete all’ordine dei Gruiformi che comprende numerose specie caratteristiche degli ambienti umidi e di palude. Questa famiglia in Italia è rappresentata da diverse specie tra le quali: il Porciglione, il Voltolino, la Gallinella d’acqua, la Schiribilla, la Schiribilla grigiata, la Folaga, il Re di quaglie e il Pollo sultano. Per quanto riguarda la loro presenza sul territorio si può dire che la Schiribilla grigiata è molto rara in Italia, Il Re di quaglie è tipico dei prati umidi anche di montagna e il Pollo sultano è presente solamente in Sardegna e Sicilia. 
I Rallidi sono dotati di zampe e dita molto lunghe che permettono loro di spostarsi in modo efficace tra le erbe palustri. Questi uccelli non presentano una spiccata propensione per il volo, preferendo correre al riparo nella vegetazione in caso di pericolo, hanno abitudini schive e raramente si mostrano in acque libere ad eccezione della gallinella d'acqua e della folaga, che spesso sostano allo scoperto.


Il Voltolino Porzana parva, è un migratore regolare poco comune in Italia e di difficile osservazione a causa delle sue abitudini schive. Questa specie nidifica nelle zone umide d’Europa, dalle regioni meridionali della Scandinavia fino alle coste settentrionali del Mediterraneo, oltre che in Asia centrale e occidentale. Sverna in Africa orientale, spingendosi a sud fino al Sudafrica.

Voltolino, settembre, Lago di Pusiano.

La Schiribilla Porzana parva, è regolarmente presente durante le migrazioni, con pochi individui. Condivide insieme al Voltolino le stesse abitudini uscendo raramente allo scoperto. Questa specie è distribuita durante il periodo della nidificazione prevalentemente nelle regioni comprese tra l'Europa orientale e la Siberia occidentale. L’areale di svernamento delle popolazioni del Paleartico occidentale si estende tra la costa mediterranea dell’Africa e le regioni subsahariane, raggiungendo ad Est le zone umide che si affacciano sul Golfo Persico.

Nonostante sia protetta in tutta Europa, l’andamento demografico di questa specie è negativo in molti paesi, soprattutto a causa della perdita o modificazione degli habitat di nidificazione. La Schiribilla infatti appare estremamente vulnerabile alla distruzione o al danneggiamento degli habitat occupati, ivi inclusi l’incendio e il taglio periodico dei fragmiteti.
Giovane di Schiribilla, settembre, Lago di Pusiano.

Il Porciglione Rallus aquaticus, è una specie elusiva, il suo piumaggio striato lo rende particolarmente difficile da avvistare nelle zone umide in cui vive. La sua presenza è segnalata dal verso caratteristico, una sorta di grugnito che l’uccello è solito emettere con frequenza, soprattutto all’alba e al tramonto.

Il nome comune del Porciglione deriva dal suo verso, simile a quello emesso da un maiale quando viene catturato o disturbato.


Il Porciglione vive nei canneti situati tra l' Europa occidentale e l'Asia centrale. È nidificante e svernante in Italia. Se un tempo questa specie era diffusa, ad oggi a causa della distruzione dei suoi habitat naturali, è in forte contrazione.
Porciglione, settembre, Lago di Pusiano.

La Gallinella d’acqua Gallinula chloropus è una specie comune. Questo uccello è presente in tutta Europa. In Italia è presente sia come nidificante che svernante.

Gallinella d'acqua, settembre, Lago di Pusiano.

La Folaga Fulica atra è una specie molto diffusa e tra gli uccelli acquatici è una delle più comuni. La Folaga è distribuita su un vasto territorio che comprende l'Europa centrale ed orientale, l'Africa settentrionale e la Siberia. È nidificante in Italia e nel corso dell’inverno la popolazione di questi uccelli aumenta in modo considerevole in seguito all’arrivo di contingenti provenienti dal nord Europa.

Folaga