Visualizzazione post con etichetta Fraticello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fraticello. Mostra tutti i post

mercoledì 10 maggio 2017

Una “normale” giornata di migrazione

Dopo un lungo periodo di siccità e temperature sopra la media durante la fine di aprile, siamo ripiombati nell’inverno con montagne imbiancate e temperature sotto le medie stagionali. Questo pazzo tempo ha condizionato molto il viaggio migratorio degli uccelli verso le regioni d’oltralpe poiché con il maltempo i valichi sono difficilmente attraversabili, se non rischiando la vita. Di conseguenza il fondovalle è diventato un’obbligata area di sosta per molti uccelli in attesa di una finestra di bel tempo. I campi allagati si sono così riempiti di un pullulare di vita alata portando per i birdwatchers un momento di grande euforia alla ricerca di specie particolari.

1_Pian-di-Spagna_004

Un campo allagato nei pressi della Riserva Naturale del Pian di Spagna (CO-SO).

2_Balestruccio_Pian-di-Spagna_002

Anche le linee elettriche vengono utilizzate come posatoi da centinaia di rondini e balestrucci.

3_Rondine_Delebio_002

 

 

 

 

Rondini che, nonostante la pioggia battente, si fanno sentire con il loro canto. Anche se non sembra, è primavera!

 

 

 

4_Stiaccino_Pian-di-Spagna_001

 

 

 

 

 

I campi colorati di rosso dalle infiorescenze dell’erba cucca (Rumex acetosa) ospitano gli stiaccini (Saxicola rubetra)…

 

 

5_Cutrettola_Pian-di-Spagna_001

 

 

 

 

 

 

…mentre nei solchi allagati le cutrettole (Motacilla flava) razzolano alla ricerca di qualche insetto.

 

 

6_Pispola_Pian-di-Spagna_017

 

 

 

 

L’erba pronta per la fienagione è piegata dalla pioggia. Qui vi ha trovato rifugio un’inzuppata Pispola (Anthus pratensis).

 

 

 

Sosta obbligata anche per i grandi volatori come gli uccelli rapaci. L’insistente pioggia obbliga loro a lunghe pause su posatoi di ogni genere.

7_Falco-cuculo_Pian-di-Spagna_013

 

 

 

 

 

Il Falco cuculo (Falco vespertinus) ha scelto la linea elettrica ferroviaria.

 

 

 

8_Albanella-minore_Dubino_2_019

 

 

 

 

 

 

L’Albanella minore (Circus pygargus) sta immobile su un paletto sotto l’acqua.

 

 

9_Nibbio-bruno_Pian-di-Spagna_002

 

 

 

 

 

 

 

Il Nibbio bruno (Milvus migrans), appollaiato, aspetta che spiova.

 

 

I limicoli offrono il vero spettacolo con numeri insoliti per le nostre zone.

10_Limicoli_Pian-di-Spagna_021

Nel cielo plumbeo spicca un volo di limicoli.

11_Limicoli_Pian-di-Spagna_036

Un gruppo di combattenti (Philomachus pugnax) sta per atterrare nel campo allagato.

11_Limicoli_Pian-di-Spagna_110

11_Limicoli_Pian-di-Spagna_045

 

11_Piro-piro-boschereccio_Pian-di-Spagna_002

11_Piro-piro-boschereccio_Pian-di-Spagna_011

 

I piro piro boscherecci (Tringa glareola) sono tra i limicoli presenti quelli con qualche centinaia di individui.

 

 

 

 

 

 

Questo è solo un accenno di quanto si è vissuto a causa del maltempo! Oltre agli uccelli inzuppati dalla pioggia, i diversi birdwatchers presenti, grazie alla loro riconosciuta abilità, hanno in breve tempo scovato molte rarità! Per chi volesse approfondire rimando al blog CROSVarenna (LINK) dove puntualmente sono documentate la maggior parte di queste specie particolari.

Tra le varie “rarità” sono comparse due specie dal buffo nome volgare, retaggio di un’intrinseca influenza religiosa o semplicemente frutto di poca fantasia. Sto parlando della Monachella (Oenanthe hispanica) e del Fraticello (Sternula albifrons), entrambi osservati in Alto Lario. Il famoso ornitologo Moltoni (LINK) così identificò l’etimologia del nome Monachella “per via del suo piumaggio13__Monachella(8) bianco e nero che ricorda l’abito di alcuni ordini monastici”.

 

 

 

 

 

Monachella, aprile, Provincia di Latina.

 

 

 

Più difficile è interpretare il nome dato al Fraticello. Moltoni, nonostante le sue abilità letterarie, si arrese scrivendo così: “Fraticello, forse per il suo piumaggio primaverile con capo nero e fronte bianca, che può ricordare quello di certi frati”. Come spesso è capitato infatti, chi si prese l’onere di attribuire il nome scientifico agli animali lo fece mettendo in evidenza caratteri o abitudini derivate da attenta osservazione. Di conseguenza vennero composti nomi molto appropriati, tra i quali ad esempio proprio quello del Fraticello che ha nel nome della specie albifrons parola composta latina, albus=bianco, e frons=fronte, in pratica fronte bianca, caratteristica ben visibile in questa specie. Più pragmatico è il nome volgare in inglese dove semplicemente viene chiamato Little Tern=piccola sterna. Infatti il Fraticello è il più piccolo uccello appartenete al genere delle sterne.

15_Fraticello_Colico_037

Fraticello, aprile, Alto Lario (CO-LC).

Giusto per non farci mancare nulla della serie nomi “monastici” abbiamo anche il Fratino (Charadrius alexandrinus) un piccolo uccello abitualmente legato agli ambienti marini. 14

Fratino da disegno di John Gould (1867).

 

Visto che il Fraticello è definito specie “rara”, almeno dalle nostre parti, mi pare ovvio fornire alcune note a riguardo di questo uccello.

2017-04-28_Fraticello_Colico_015

Il Fraticello è una piccola sterna dalle dimensioni di circa 21-27 cm, dal peso di 45-60 g e di un’apertura alare di 45-55 cm.

Questa specie è presente in Eurasia, Africa e Oceania in aree frammentate. La specie presente nel continente americano è stata recentemente separata divenendo Sterna antillarum.

La popolazione paleartica del Fraticello ha abitudini prevalentemente costiere. In Europa è presente in estate come nidificante mentre trascorre l’inverno, tranne alcune eccezioni, lungo le coste dell’Africa occidentale e meridionale. Molte zone interne europee occupate fino alla prima metà del XX secolo sono state progressivamente abbandonate per varie cause ambientali.

17

Distribuzione del Fraticello in Europa
Fonte www.birdguides.com

In Italia è nidificante in prevalenza nella Pianura Padana lungo alcuni fiumi con ampio alveo e soprattutto nelle lagune dell’alto Adriatico, mentre è più localizzata in Puglia, Sicilia, Sardegna.

Sul Lario, l’ultima osservazione accertata di questa specie risale al 1999. Troviamo riferimenti antecedenti nella collezione del Museo Ornitologico di Varenna con un esemplare datato 1963. Più genericamente, è segnato come “presenza rara” sia nel volume di Maurizio Monti “Ornitologia Comense - 1843”, sia nel “Catalogo ornitologico della provincia di Como e della Valtellina – 1870” del dottor Erasmo Buzzi.

Il Fraticello è specie in pericolo. Il suo decremento numerico è dovuto principalmente alla distruzione e la frammentazione degli habitat riproduttivi, il disturbo antropico (balneazione, pescatori, mezzi fuoristrada) e , durante la nidificazione, avvelenamento da pesticidi e la predazione di uova e pulcini da parte del Gabbiano reale, di ratti, Corvidi, cinghiale, cani e gatti randagi.

16_Fraticello_Colico_001-2


Bibliografia

L'etimologia ed il significato dei nomi volgari e scientifici degli uccelli italiani – Edgardo Moltoni – Milano 1946.

Spagnesi M. & Serra L, 2003. Uccelli d’Italia – Quaderni di Conservazione della Natura Numero 16, Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”

Monti M., Ornitologia Comense, 1843.

Web

Catalogo ornitologico, quaderni derviesi -http://www.dervio.org/qd/gloss/ornit/index.htm

www.birdguides.com

http://www.avibirds.com/euhtml/Little_Tern.html

domenica 8 giugno 2014

Delta del Po, la salina di Comacchio

Nel comprensorio del Parco Regionale del Delta del Po – Regione Emilia Romagna - si trovano le saline di Comacchio, un’estensione di 600 ettari di fitti intrecci di canali, di specchi d'acqua di scarsa profondità e di argini di terra caratterizzati dalla presenza di vegetazioni capaci di sopportare elevate concentrazioni di sali, quale Salicornia e Astro di palude. Nelle acque aperte dei bacini a bassa profondità la vegetazione è scarsa o assente ma con un grande sviluppo di alghe unicellulari. Si tratta insomma di un complesso ecosistema unico e delicato.

1_Valli di Comacchio_Delta Po (7)

2_3121

In questo luogo fin dai tempi più remoti veniva estratto il sale per tutta la Padania e tale attività fu causa di numerose guerre con Ravenna e Venezia. Il cloruro di sodio, è uno dei sali più comuni sul nostro Pianeta, costituendo la base dell’acqua di mare. L’uomo e gli animali superiori, essendo composti per oltre il l’80% di acqua salata, ne sono ricchi e ne devono assumere regolari quantità, soprattutto attraverso il cibo, per integrarne le perdite. Per questo non esiste organismo vivente superiore che possa fare a meno del sale. E per questo l’uomo, sin dalle epoche preistoriche, ha ricercato, prodotto e commerciato questo bene così importante, considerato prezioso quasi quanto l’oro, tanto da essere usato dagli antichi romani per pagare i soldati (da cui il termine “salario”).

3_Delta Po-Saline Comacchio (5)

 

La“Torre Rossa” è tra gli edifici più antichi del Delta e vanta una storia di 500 anni. Fu fatta costruire dal Duca Alfonso d’Este II nel XVI secolo e posseduta dagli austriaci intorno al 1800, che la usarono come fortino di difesa, avvistamento e alloggiamento dei soldati e dei finanzieri ed in seguito utilizzata per il controllo del traffico di sale. Dal secondo dopoguerra l’edificio divenne caserma della Guardia di Finanza per il controllo del comprensorio della salina.

 

La produzione del sale alle Saline di Comacchio è stata interrotta nel 1984, poiché non ritenuta più un'attività remunerativa, riconvertita e gestita per fini esclusivamente naturalistici come Oasi di protezione della fauna divenendo una zona umida salmastra di notevole valore naturalistico, dove sostano e nidificano molti uccelli. Oltre ai fenicotteri, di cui ne abbiamo parlato nel post precedente, qui troviamo un’altra specie che sul Lario non è mai stata osservata: si tratta del Gabbiano roseo.

 

Il Gabbiano roseo

Il Gabbiano roseo Chroicocephalus genei (ex Larus genei) (Brème, 1839) appartiene all’ordine dei Caradriformi, famiglia dei Laridi.

5_Gabbiano roseo_Saline Comacchio (24) 6_Gabbiano roseo_Saline Comacchio (27)

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Gabbiano roseo e una specie prevalentemente migratrice, molto localizzata come nidificante. Si stima che ben il 90% della popolazione nidifichi in meno di dieci siti ubicati nelle zone umide dell’ex Unione Sovietica, dal Mar Nero sino al Kazakhstan, nei laghi interni della Penisola Anatolica e in Iraq. Nel Mediterraneo nidifica in poche località costiere. In Italia il Gabbiano roseo nidifica dagli anni’70 in quattro aree ben distinte e localizzate: il Cagliaritano (1976), l’Oristanese, il Delta del Po tra Comacchio e Ravenna (1978) e le saline di Margherita di Savoia, in Puglia.

7_061040_M001_SlenderBillGull -

Distribuzione del Gabbiano roseo (fonte www.birdguides.com)

Il Gabbiano roseo ha uno status di conservazione favorevole in Europa e quindi è importante preservare le aree di nidificazione perlopiù saline.

8_Gabbiano roseo_Saline Comacchio (57)Gabbiano roseo

9_Gabbiano roseo_Delta Po-Saline di Comacchio (21)

La specie si nutre di piccoli pesci e invertebrati, in particolare di insetti. Il nome “roseo” è dovuto alle sfumature che caratterizzano la parte inferiore del piumaggio. Questo è uno dei caratteri distintivi per la specie, altrimenti piuttosto simile al Gabbiano comune, se non anche per l’assenza del “cappuccio” e per le dimensioni leggermente più grandi.

 

Coppia di Gabbiani rosei e in primo piano un Gabbiano comune.

 

Molte sono le specie che utilizzano la salina come luogo di svernamento o di sosta durante le migrazioni rendendo questo luogo un ambiente umido di notevole valenza. Tra le specie nidificanti di rilievo troviamo oltre al Gabbiano roseo, il Fenicottero e il Fratino. Altre specie molto più comuni che qui vi nidificano sono il Gabbiano reale e il Gabbiano comune.

 

  10_Volpoca_Delta Po (12)-2

 

Tra le specie più interessanti, la salina ospita come nidificante la Volpoca Tadorna tadorna presente con diverse coppie.

 

 

 

 

 

 

13_Sterna comune_Delta Po (30) Molto diffusa è la Sterna comune Sterna hirundo.

12_Sterna comune_Delta Po (8)

 

 

 

 

 

 

 

Coppia di Sterne comuni al nido

 

 

 

15_Fraticello_Volano-Delta Po (46)

 

 

 

Il Fraticello Sternula albifrons, pur non essendo strettamente legato a questo ambiente, in salina di Comacchio nidifica dal 2003.

 

 

 

20_Pettegola_Delta Po-Saline di Comacchio (23)

 

 

 

 

 

 

 

La Pettegola Tringa totanus qui nidifica con diverse coppie.

 

 

 

21_Avocetta_Saline di Comacchio (2)  22_Avocetta_Valle Cavanata (64)

 

 

 

Facilmente osservabili  sono l’Avocetta Recurvirostra avosetta

 

 

 

 

 

25_Cavaliere d'Italia_Delta Po (3)

 

…e il Cavaliere d’Italia Himantopus himantopus.

 

26_Cavaliere d'Italia_Delta Po (7) 

  31_Garzetta_Delta Po (41)

Molto comune è la Garzetta Egretta garzetta.

30_Garzetta_Delta Po (5)

 

 

 

 

 

 

 

 

Volendo invece analizzare la presenza dei non volatili in questo ambiente, ricordiamo il tipico crostaceo Artemia salina che vive nelle vasche di evaporazione dove vi è un’alta salinità e di cui ne abbiamo parlato nel post precedente, mentre nelle vasche di prima evaporazione troviamo la tipica l’ittiofauna delle aree salmastre quali l’anguilla e il cefalo. Nelle vasche di seconda evaporazione, dove la salinità è elevata, si incontra solamente un tipo di pesce: il Nono (Aphanius fasciatus), un pesce di taglia molto piccola, la cui lunghezza massima è di circa 7-8 cm e il peso di 10 g, contraddistinto da un evidente dimorfismo sessuale. In Italia è presente nelle regioni costiere dell’alto Adriatico e dell’alto e medio Tirreno, in Puglia, Sicilia e Sardegna. Questo pesce conduce una vita gregaria in branchi a volte molto numerosi. Si nutre di piccoli invertebrati planctonici e bentonici, larve di insetti e alghe. Sebbene di nessun interesse commerciale, il suo status è in sensibile decremento. Tra le principali cause, la competizione con l'alloctona Gambusia: specie originaria del Golfo del Messico che nel corso del secolo passato è stata introdotta in molte zone paludose del mondo (tra cui l’Italia e tutta l’Europa meridionale) per combattere le zanzare. La Gambusia è inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose del mondo.

nono_big Nono Aphanius fasciatus – femmina sopra maschio sotto
Disegno di Titti Ruosi

 

La descrizione del nostro viaggio proseguirà nel prossimo post con la visita alle Punte Alberete, unica area di bosco allagato di acqua dolce. Prometto che anche lì le curiosità non mancheranno…

 

Bibliografia

Spagnesi M. & Serra L, 2003. Uccelli d’Italia – Quaderni di Conservazione della Natura Numero 16, Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”

Zerunian S., 2002. Pesci delle acque interne d’Italia – Quaderni di Conservazione della Natura Numero 20, Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”

Harrison C., 1988. Nidi e Uova degli uccelli d’Europa – Muzio Editore

Scott B., 2000. Birdwatching nel Delta del Po

After Life Conservation Plain della Salina di Comacchio, 2006