lunedì 15 ottobre 2012

Perché migrare?

In questi giorni di ottobre la migrazione degli uccelli ha raggiunto il suo culmine, molte specie sono partite mentre altre stanno arrivando ed i cieli sono un brulicare di voli. Questo è il motivo che mi spinge a scrivere in merito a questo imponente fenomeno che si ripete ogni anno.


Rondini in migrazione
L’argomento migrazione è molto complesso e in parte ancora da studiare, per questo motivo dedicherò più di un post pur non avendo la presunzione di spiegare in modo esaustivo la complessità del fenomeno migratorio, per far questo vi sono testi specifici e studi sull’argomento ai quali vi rimando, la mia intenzione è quella di portare a conoscenza la vita di questi nostri amici alati, perché conoscere vuol dire apprezzare e di conseguenza proteggere.

Gruppo di Storni in migrazione
Le migrazioni sono fenomeni comuni a quasi tutti gli esseri viventi, uomo compreso, questa strategia serve ad affrontare le variazioni climatiche stagionali o la scarsità di risorse alimentari. Chiaramente noi ci soffermeremo solo alla migrazione degli uccelli che da sempre ha affascinato l’uomo e che ancora oggi nasconde aspetti misteriosi nonostante sia un fenomeno naturale tra i più studiati.

Gli uccelli hanno a differenza di altri gruppi animali, caratteristiche particolari che favoriscono lo spostamento, la più evidente è la capacità di volare.
Ogni anno miliardi di uccelli si spostano con l’alternarsi delle stagioni: viaggi sconfinati, che interessano tutti i continenti e i punti cardinali e che, nonostante le insidie e le difficoltà, sono indispensabili perché queste specie possano sopravvivere e riprodursi.

L’impossibilità di sottrarsi a questo lungo viaggio ha fatto sì che gli uccelli sviluppassero un’incredibile varietà di adattamenti fisiologici che hanno permesso loro di superare barriere apparentemente insormontabili come i deserti di sabbia o ghiaccio, gli oceani, i massicci montuosi, compiendo viaggi di migliaia di chilometri spesso senza soste.

Sembra impossibile che uccelli dal peso di pochi grammi abbiano la forza di affrontare un viaggio così impegnativo, di seguito alcune immagini di migratori transahariani.

Forapaglie comune
Cannaiola comune
Pigliamosche
Questi spostamenti stagionali, che in genere avvengono lungo rotte abituali, richiedono un grosso sforzo energetico da parte degli animali, per questo, prima della migrazione gli uccelli accumulano grassi fino ad aumentare il proprio peso “iperfagia” anche dell’80%, alcuni di loro durante la migrazione non si nutriranno più ed utilizzeranno come fonte di energia il grasso accumulato.

La migrazione avviene principalmente di notte, seguendo elementi caratteristici del paesaggio, guidata da riferimenti astronomici (principalmente il cielo stellato) e dal campo magnetico terrestre.

È così che ogni anno 5 miliardi di uccelli raggiungono l’Africa, con voli che a tappe di qualche decina o qualche centinaio di chilometri al giorno, raggiungono in media i 5.000 km ma possono superare anche i 10.000 km. Un gruppo di studiosi hanno seguito il viaggio di una Pittima minore dopo averle impiantato sottopelle un trasmettitore satellitare, (articolo integrale), i dati riscontrati hanno dell’incredibile, questo uccello ha volato ininterrottamente per 7 giorni percorrendo ben 10.025 km.

Dal sito spagnolo www.migraciondeaves.org vi invito a visionare questo breve ma interessante filmato dedicato alla migrazione.

Oggi, la costante diminuzione di molti uccelli migratori suscita crescente preoccupazione e impone una riflessione sulle cause di questo fenomeno che non fa che aggiungersi ad altri segnali preoccupanti che ci mostrano uno stato di sofferenza del pianeta.

Gli uccelli stanno soffrendo a causa della distruzione dell’habitat dove sono soliti sostare, alimentarsi e riposare inoltre l’uso indiscriminato di prodotti chimici in agricoltura, la trasformazione dei campi agricoli in monocolture, l’eliminazione delle siepi per il ricovero di molte specie di uccelli sono tutti elementi che mettono in pericolo la sopravvivenza degli stessi.

Gruppo di Balestrucci in sosta obbligata dalle avverse condizioni meteorologiche
Questi viaggiatori del cielo incontrano durante il loro lungo viaggio molte insidie, alcune naturali, come ad esempio le condizioni climatiche avverse, altre invece sono provocate dall’uomo basti pensare alla censurabile ed incomprensibile attività venatoria.

Appostamento fisso di caccia.
È incalcolabile il danno provocato agli uccelli migratori da questa tipologia di caccia.



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