giovedì 6 febbraio 2014

Tra natura e tradizioni

Pochi giorni fa ho avuto l’opportunità di fare una breve visita al Parco Nazionale del Gran Paradiso, in questo post vi propongo una serie di scatti.

Prima però voglio fare un breve accenno alla fiera di Sant’Orso che si è svolta ad Aosta il 30 e 31 gennaio e che è considerata la più antica del mondo.

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Questa manifestazione propone i prodotti ricavati dalle attività tradizionali delle vallate valdostane: scultura ed intaglio su legno, lavorazione del ferro battuto, tessitura del “drap” (stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno), merletti, attrezzi in legno per la campagna e per la casa. La straordinarietà di questo evento va ricercata nelle sue origini, la tradizione fa risalire la nascita di questa fiera nell’anno 1000.

Alcuni racconti leggendari narrano che tutto ebbe inizio proprio di fronte alla Collegiata che porta il nome di Sant’Orso, la chiesa dove il Santo, vissuto prima del IX secolo, sarebbe stato solito distribuire ai poveri, indumenti, attrezzi di legno per il lavoro dei campi e “sabot”, tipiche calzature in legno ancor’oggi presentate alla fiera. 

Nonostante la leggenda la collochi all’inizio del millennio, i primi documenti storici che citano questo evento sono risalenti all’anno 1243.

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Il lavoro artigianale è nato nelle lunghe e fredde giornate invernali dove gli abitanti dei territori montani erano impossibilitati dalle condizioni climatiche a proseguire le loro attività agricole e pastorizie, adoperandosi nella costruzione di attrezzi e/o sculture in legno per poi ricavarne un guadagno seppur minimo. Come è facilmente immaginabile, la vita in questi territori non era cosa semplice, poiché l’essere umano non è dotato di caratteristiche fisiche tali da affrontare facilmente il clima rigido invernale, pertanto con il trascorrere dei secoli l’uomo ha sviluppato la sua capacità di creare strumenti utili a superare i rigori dell’inverno.

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Il tipico artigianato valliginano denominato intaglio a punta di coltello.

 

 

 

 

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Scultura in legno dove viene rappresentato l’interno di una dimora dell’epoca dove i contadini condividevano l’abitazione con i propri animali per riscaldarsi nei rigidi inverni.

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Oggi è giorno di festa anche per i passeri

 

 

 

 

 

 

 

Gli animali selvatici, a differenza degli uomini, nel corso della loro evoluzione hanno sviluppato strategie diverse di sopravvivenza: gran parte degli uccelli migrano in territori idonei, i mammiferi sviluppano determinati adattamenti in base alle loro caratteristiche peculiari, ad esempio le marmotte si rintanano e vanno in letargo riducendo al minimo le proprie funzioni vitali rimanendo in stato di quiescenza abbassando la temperatura corporea e nutrendosi delle riserve di grasso immagazzinate durante i mesi autunnali. Altri mammiferi come ad esempio gli ungulati, trascorrono l’inverno nei boschi e sulle rocce alla ricerca di cibo.

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Trovarsi immersi  nel suggestivo paesaggio montano invernale con i suoi animali selvatici regala un misto di suggestioni e stupore e con queste immagini mi auguro di potervi trasmettere le emozioni che ho provato visitando la Val di Cogne nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.

 

 

 

  Il piccolo borgo di Lillaz si risveglia in una classica giornata invernale.

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A Cogne nevica copiosamente.

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Il volo inconfondibile delle cesene (Turdus pilaris), che affamate sono attratte dalle ultime bacche rimaste di sorbo degli uccellatori.

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La pecceta è ricamata dalla neve

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I semi contenuti negli strobili di abete rosso sono una ricca fonte di cibo per piccoli roditori e per alcuni uccelli che non  abbandonano la montagna in inverno, tra questi…

 

 

 

 

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il crociere (Loxia curvirostra) che calendarizza la propria nidificazione in funzione con la maturazione di questi semi…

 

 

 

 

 

…e la cincia alpestre (Poecile montanus) che ne trae un importante fonte di sostentamento.

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Il paesaggio è davvero suggestivo…

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…nel cielo grigio in lontananza volteggiano due aquile reali (Aquila chrysaetos), per loro è già iniziata la stagione della  riproduzione.

 

 

 

 

 

Questo è il regno del camoscio, che grazie alla decennale protezione dovuta all’istituzione del Parco si lascia avvicinare senza timore.

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In questo periodo predilige il bosco, dove più facilmente si può alimentare in qualche raro spazio lasciato libero dalla neve.

 

 

 

 

 

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…una femmina con il suo capretto.

 

 

 

 

 

 

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nonostante siano abituati alla neve, trovano difficoltà muoversi nella spessa coltre nevosa.

 

 

 

 

 

 

 

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Lo stambecco frequentando le ripide pareti rocciose dove la neve non raggiunge spessori alti trova sempre qualcosa per alimentarsi

 

 

 

 

 

la pernice bianca, in mancanza di altro, si accontenta di piccoli rametti…

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Sul candido manto una lepre bianca allarmata fugge sollevando sbuffi di neve.

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si ritorna a valle e vicino alle baite ci aspetta uno bella sorpresa…

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una volpe è in cerca di cibo, la fame e la sua dieta onnivora la spinge fino alle case del suo peggior nemico, l’uomo.

 

 

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la giornata volge al termine e il piccolo paese sta per riaddormentarsi.

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venerdì 17 gennaio 2014

Sant'Antonio dalla barba bianca, se non piove la neve non manca…

Ad Esino Lario (Lc) il 17 gennaio si festeggia Sant'Antonio e quest’anno non si può proprio dire che il popolare proverbio non abbia indovinato.

 

Le nubi sul Lario nascondono alla vista il castello di Vezio e lasciano libero lo sguardo sull’imbiancato abitato di Perledo.

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Il paesaggio innevato in Ortanella…

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…ed in Cainallo.

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lunedì 6 gennaio 2014

Il picchio muraiolo, uccello dalle ali di farfalla

Il primo post di questo nuovo anno lo dedico al Picchio muraiolo, un piccolo passeriforme alpino.

Tempo fa ho letto un articolo a lui dedicato su una rivista specializzata che indicava il Picchio muraiolo come una delle specie più ambite dai birdwatchers.

Propongo di seguito uno stralcio dell’articolo di cui sopra: …un sondaggio fatto da una rivista inglese di birdwatching dichiarava il Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) uno dei "cinquanta uccelli top del pianeta", cioè fra quelli che più scatenano l'immaginazione e il desiderio di osservazione per la loro rarità, per la loro bellezza, per le difficoltà da superare per raggiungerli, per gli ambienti spettacolari in cui vivono e che rappresentano un po' gli "incontri della vita" per qualunque birdwatcher. Fra questi 50 Top Birds il Picchio muraiolo era in buona compagnia di altri uccelli "mitici" come l'Arpia, il Becco a scarpa, l'Aquila di mare di Steller, lo Spoon-billed Sandpiper, il Quetzal, l'Ibisbill, il Chiurlottello e tanti altri: purtroppo tutti o quasi abitano in continenti e terre lontane. Il Picchio muraiolo è l'unico uccello nidificante regolare in Europa(1).

Pochi giorni fa ho avuto l’opportunità di osservare questo “mitico” uccello, non è raro infatti imbattersi in questa specie durante i mesi invernali nelle zone in cui vivo, poiché alcuni individui visitano regolarmente le nostre impervie sponde lariane.

01_Picchio muraiolo (37)c (Medium) Picchio muraiolo in abito non-riproduttivo, gennaio, provincia di Como.

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Picchio muraiolo in abito non-riproduttivo, dicembre, provincia di Lecco.

Prima di tutto facciamo chiarezza sul nome Picchio muraiolo Tichodroma muraria, (Linnaeus, 1766), nome che trae in inganno in quanto questo uccello non ha nulla a che vedere con le varie specie di picchi (famiglia Picidae ordine Piciformes).

Il Picchio muraiolo ha una famiglia a se stante denominata Tichodromidae appartenente all’ordine dei Passeriformes, il motivo per il quale le è stato dato il nome volgare “picchio”, lo si deve ricercare in una scelta di alcuni naturalisti del passato che lo avevano inserito nel gruppo dei picchi perché ad essi assimilato per il suo modo di arrampicarsi sulle pareti rocciose alla ricerca del cibo.

Senza mancare di rispetto ai nostri naturalisti di un tempo, mi permetto di sottolineare la loro limitata fantasia nel conferire i nomi volgari “poco identificativi”, di tale usanza potrei fornirvi un lungo elenco di esempi, (vedasi il Picchio muratore Sitta europaea il quale nonostante il suo nome non appartiene alla famiglia dei picchi). Al contrario dei nostri connazionali, i naturalisti inglesi sono dei veri maestri in questo campo, essi infatti molto spesso collegano ad ogni soggetto un nome che identifica una sua peculiare caratteristica ad esempio il Picchio muraiolo lo chiamano Wallcreeper (Wall=parete e creeper=rampicante) per la sua abitudine ad arrampicarsi sulle rocce.

La particolarità inglese, non è da ricercare in una più fervida fantasia, in quanto i naturalisti britannici non hanno fatto altro che inserire nel nome volgare una caratteristica lampante dell’animale come ad esempio il Luì piccolo Phylloscopus collybita in inglese è chiamato Common Chiffchaff (chiffchaff è il nome onomatopeico del suo canto primaverile).

Per la verità il vero nome identificativo di una specie è quello scientifico che ha valenza internazionale, nel caso specifico del Picchio muraiolo troviamo Tichódroma=che corre sui muri, parola composta dai vocaboli greci tèichos=muro, e dromas=che corre celermente, che vaga qua e là; murária=che appartiene ai muri, dal latino múres=muro, muraglia.

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Picchio muraiolo: livrea estiva (sopra), invernale (sotto)

Il Picchio muraiolo, più o meno grande come un passero, vive preferibilmente sulle pareti rocciose a strapiombo dove instancabilmente perlustra ogni fessura con il suo lungo e sottile becco ricurvo alla ricerca di invertebrati, principalmente insetti e ragni di cui si nutre.

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La distribuzione mondiale del Picchio muraiolo è compresa entro le latitudini medio-basse della Regione paleartica, è circoscritto ai principali complessi montuosi euro-asiatici a partire dalla Penisola Iberica, attraverso l’Europa centro-meridionale, il Caucaso, i monti dell’Anatolia e dell’Iran, le principali catene dell’Asia centrale fino ai monti della Mongolia e della Cina occidentale e settentrionale, raggiungendo i 6000 metri di quota in Asia.

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 (3) Distribuzione mondiale delle due sottospecie di Picchio muraiolo

Tichodroma muraria muraria – Europa, Asia SW e Iran W.    Tichodroma muraria nepalensis - Asia centrale (Turkmenistan), Iran E, Cina S.

In Italia è poco comune e localizzato con una distribuzione molto frammentata anche nel suo principale areale alpino e appenninico centrale. In provincia di Lecco è nidificante regolare nelle zone montane mentre in inverno compie degli spostamenti verticali occupando le pareti rocciose a picco sul lago. In alcuni casi compie degli spostamenti verso la pianura, da diversi anni lo si osserva in inverno sulle pareti della diga sul fiume Adda a Robbiate (LC).

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In rosso la presenza del Picchio muraiolo in Italia nel 2013 – fonte Ornitho.it

L’ambiente riproduttivo è costituito da pareti molto ripide alte anche diverse centinaia di metri con presenza di cenge e fessure che nelle quali vivono invertebrati che sono la prevalente fonte di cibo di questa specie.

Il Picchio muraiolo nidifica sulle Alpi tra i 1400 e 2400 metri di quota e rare volte anche in quote molto basse (intorno ai 300 metri).

In Asia si riproduce a quote elevatissime raggiungendo in casi eccezionali i 4700 metri.

09_picchio muraiolo-1 (Medium)(4) Adulto livrea estiva, giovane, adulto livrea invernale.

Il nido del picchio muraiolo ha una forma a coppa ed è costruito con muschio ed erba, foderato con piume e sistemato nel profondo di una fessura della roccia dove la femmina vi depone 4-5 uova incubandole per 18-19 giorni fino alla schiusa. Entrambi i genitori nutrono i nidiacei per un periodo di 21-26 giorni, fino a quando i giovani non sono autonomi. Il Picchio muraiolo normalmente fa una sola covata all'anno.

10_Picchio muraiolo (6)c_f (Medium) Luglio, Provincia di Sondrio.

Osservare in volo questo piccolo uccello è un vero spettacolo, in particolare quando è impegnato nelle sue acrobazie aeree, in questi casi appare come una farfalla mentre dispiega le ampie ali arrotondate dai colori rosso cremisi che risalta sul nero e bianco delle remiganti.

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Il Picchio muraiolo, salvo il periodo riproduttivo, ha abitudini strettamente solitarie e silenziose, normalmente canta solo il maschio in primavera per delimitare il suo territorio. Il canto è un estenuante fischio acuto con note che alternativamente salgono e scendono.

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Ho trascorso parecchie ore con il binocolo a scovare tra le rocce il "mitico" Picchio muraiolo, la lunga attesa è stata ripagata ampiamente non appena il piccolo uccello è apparso.

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Bibliografia

(1)EBN Italia, Quaderni di birdwatching, Anno VIII - volume 16 - ottobre 2006

(2)Naturgeschichte der Vögel Mitteleuropas, 1905

(3)Aggiornato con le informazioni provenienti da Lynx HBW , Snow & Perrins BWP Concise Edition , Hagemeijer & Blair EBCC Atlas of European Breding Birds , e MacKinnon & Phillipps Field Guide agli uccelli della Cina. Nota: i dati disponibili per l'Europa è molto più dettagliate di quelle disponibili per l'Asia). Immagine di Ulrich Prokop - wikipedia.

(4) The Popular Handbook Of Britidh Birds – P.A.D. Hollom – 1952

Moltoni E., 1946, L’etimologia ed il significato dei nomi volgari e scientifici degli uccelli italiani – Milano

Brichetti P. & Fracasso G., 2011. Ornitologia Italiana Vol. 7 – Paridae-Corvidae, Oasi Alberto Perdisia Editore, Bologna

Harrison C., 1988, Nidi, uova e nidiacei degli uccelli d’Europa – Franco Muzzio Editore

domenica 5 gennaio 2014

mercoledì 1 gennaio 2014