sabato 26 luglio 2014

I rondoni, uccelli nati per volare

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Rondone Apus apus, Varenna (LC)

Era da diversi giorni che i Rondoni (Apus apus) alla sera si rincorrevano in volo formando spettacolari caroselli, segni intangibili della frenesia della partenza. Improvvisamente infatti una notte di fine luglio, tutti i membri dell’unica colonia nidificante a Varenna se ne sono andati, lasciando vuoto quel cielo che da aprile, rappresentava un gioioso pullulare di vita.
Puntuali come tutti gli anni, i Rondoni hanno abbandonano la zona di nidificazione nel corso dell’ultima decade di luglio per ritornarsene in 2_Rondone_Varenna ed(28)Africa.

 

 

 

 

Sotto la copertura di un tetto di Varenna, una colonia di Rondoni, composta da circa una ventina di coppie, da anni porta a termine il suo ciclo riproduttivo.

 

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In questa immagine si scorge un Rondone raggiungere il nido, la foto è stata scattata in Provincia di Sondrio a quota 1900 metri, questo livello altimetrico potrebbe rappresentare il limite massimo altitudinale di un sito riproduttivo.

 

Ho già trattato in precedenza su questo blog (LINK) l’argomento odierno, ma colgo l’occasione della partenza dei Rondoni per divulgare i nuovi sviluppi scientifici riguardanti la loro biologia.


Il Rondone è l’uccello che meglio si è adattato alla vita aerea, vive quasi sempre in volo durante il quale riesce persino a dormire e ad accoppiarsi.
Un tempo si pensava che i rondoni che salivano in cielo la sera, ritornassero a terra al calar delle tenebre, oppure che passassero la notte sulle cime delle alte montagne.
L'ornitologo basilese Emil Weitnauer ha studiato la vita notturna dei rondoni fin nei minimi dettagli, dapprima con un pallone aerostatico, in aereo ed in seguito utilizzando la tecnica radar, giungendo alla conclusione che questa particolare specie era solita dormire durante il volo.

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Un recente studio (LINK) condotto da un gruppo di biologi dell'Istituto svizzero di ornitologia dell'Università di Berna, su alcuni esemplari di Rondone maggiore (Tachymarptis melba) parente stretto del nostro Rondone (Apus apus) ha confermato le valutazioni di Weitnauer.
I ricercatori infatti, hanno dimostrato che alcuni esemplari di Rondone maggiore, muniti di microchip, hanno volato per sei mesi ininterrottamente, senza mai posarsi neppure un istante mantenendo durante questo lungo periodo intatti tutti i loro processi fisiologici compreso il sonno. Con questo risultato si conferma quanto sostenuto da Weitnauer e altri ornitologi.

Personalmente ritengo che questa caratteristica dei Rondoni rappresenti una meraviglia dell’evoluzione grazie alla quale questi uccelli ad oggi hanno completamente conquistato il cielo.

Queste immagini ritraggono il Rondone in volo mostrando la sua straordinaria forma aerodinamica.

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Dal libro: Dove come e perché migrano gli uccelli di Domenico Rossi.

L’evoluzione dell’uccello non si limita alla conquista della possibilità di un rapido spostamento, necessaria affinché la specie sopravvivesse; il volo doveva assumere quel significato particolare che il principio stesso racchiudeva. La conquista dell’aria non poteva ritenersi conclusa fino a quando un essere qualsiasi non si fosse indissolubilmente legato a questo elemento. E’ il caso della famiglia degli Apodiformi, alla quale appartiene il nostro Rondone (Apus a. a.). Questi, infatti, si è distaccato più di ogni altro essere vivente da ogni rapporto terrestre per orientare la sua intera vita nell’aria. (…)

La caratteristica del Rondone di assolvere i compiti impostigli dalla Natura completamente nell’aria, dall’accoppiamento all’alimentazione al riposo e al sonno, fanno di questa specie quella maggiormente adatta ad uno studio approfondito dei rapporti fra essere ed elemento.

Il fatto che il Rondone non tocchi il suolo che per accidenti ci porterebbe quasi a dover considerare il Rondone come appartenente ad una classe più evoluta o addirittura ad una classe che aspirasse ad una qualche indipendenza.

Curiosità:

L’ornitologo Weitnauer, studioso di Rondoni, presso la colonia da lui seguita in Svizzera, ha tenuto monitorato un gruppo di Rondoni tra i quali un individuo inanellato che aveva raggiunto la straordinaria età di 21 anni. Facendo un calcolo approssimativo, questo uccello compiendo circa 600 km al giorno in volo, ha raggiunto un totale di circa 4.600.000 chilometri nel corso dei 21 anni della sua vita, in pratica è come se avesse girato intorno al nostro pianeta per ben 97 volte!

 

Bibliografia:

D. Rossi, Dove, come e perché migrano gli uccelli, Mursia, 1971.

E. Weitnauer, Mein Vogel, 1980.

G. Attorre, Documentazione fotografica sul volo notturno del rondone, 1959.

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