Con agosto si completa il rientro dei Gabbiani comuni dai quartieri
riproduttivi. In modo particolare, già dal mese di luglio, questi uccelli sono
tornati sul Lario ma è in questo mese che il lago si popola di questi individui
che trascorreranno tutto l’inverno da noi. Tra i molti Gabbiani comuni, la gran
parte di questi, sono giovani nati quest’anno con evidenti piumaggi giovanili
che spesso si confondono con altri giovani, ma di specie più rare, come ad
esempio il Gabbiano corallino presente con pochi individui sul Lago di Como in
questo periodo.
Gabbiani, prov. di Como,
agosto.
All’attento occhio del
birdwatcher tuttavia non passano inosservati questi sparuti individui di specie
affine confusi tra i suoi simili e poiché ho già parlato approfonditamente di
gabbiani lariani nel post a loro dedicato (Link i gabbiani del Lario).
Oggi sul diario Libereali pubblico immagini di giovani gabbiani, utili per chi volesse cimentarsi in questa divertente ricerca tra i
molti svolazzanti gabbiani lariani.
Gabbiano comune giovane
e adulto (in secondo piano), prov. Di Como, luglio.
Tre Gabbiani comuni
giovani ed un adulto, prov. Di Como, luglio.
Nei primi mesi di vita del
Gabbiano comune il piumaggio è caratterizzato da evidenti “gocciolature” di
color nocciola che spariranno verso il mese di settembre sostituite dal caratteristico
abito da 1° inverno.
Gabbiano comune giovane,
prov. di Como, luglio.
Gabbiano comune giovane,
prov. di Como, agosto.
Gabbiano comune giovane, prov. di Como, settembre.
Gabbiano comune giovane
1° inverno, prov. di Lecco, dicembre.
Dopo questa serie di
immagini riguardante il giovane di Gabbiano comune, dedichiamoci ora al Gabbiano corallino (Larus melanocephalus).
Gabbiano corallino
giovane, Domaso (CO), luglio.
Come detto nel post dedicato ai gabbiani, il “corallino” ha abitudini
tipicamente costiere e marine, vivendo essenzialmente lungo le coste del Mar
Nero e del Mediterraneo orientale. In tempi recenti il suo areale si è
ampliato, sia come nidificazione (Delta del Po) sia come svernante. Sul Lario
la presenza di questo gabbiano è considerata regolare sebbene sparuta.
Gabbiano corallino
giovane, Domaso (CO), luglio.
L’identificazione del
Gabbiano corallino non risulta particolarmente problematica né nell’abito
estivo né in quello invernale. Tuttavia è facilmente confondibile sia con il Gabbiano comune che con la Gavina in abito giovanile, la quale,
comunque, ha zampe chiare e becco più sottile.
Gavina 1° inverno, prov.
di Lecco, gennaio.
Con altri gabbiani, il corallino immaturo potrebbe confondersi con i
gabbiani americani, quali il Gabbiano sghignazzante e il Gabbiano di Franklin,
mah… onestamente sul lago la probabilità di vederli è molto bassa!
Approfittiamo dunque di questi ultimi giorni di vacanza sulle spiagge
del Lago non solo per crogiolarci al sole ma anche per divertirci, armati di
binocolo, a scovare le diverse specie di gabbiani lariani.
Per tale motivo pubblico la seguente serie di immagini dove il Gabbiano
corallino è ripreso in varie pose.
Alle ore 19:06 di mercoledì 13 marzo 2013, una fumata bianca dal camino della Cappella Sistina ha annunciato al mondo l’elezione del nuovo pontefice, Papa Francesco. Gli occhi di tutto il mondo erano puntati su questo camino, in particolare sul gabbiano che in quel momento si è posato su di esso, divenendo in pochi istanti una star.
Alcuni si sono spinti addirittura ad assegnare a questo uccello un segno di profezia sul nuovo Papa. Senza togliere la poesia di questo evento, voglio portare all’attenzione che se un Gabbiano reale si osserva in centro città è un fatto anomalo, dato che il suo habitat naturale dovrebbe essere la costa marina. Questa presenza nasconde un degrado ambientale che in parte si riscontra anche sul nostro Lario. Con questo post cercherò di parlare dei gabbiani che abitualmente o raramente frequentano il Lago di Como e come per il gabbiano del Vaticano scopriremo le cause che lo hanno portato a colonizzare non solo le città ma anche le nostre zone.
13
marzo 2013, un gabbiano reale immaturo posato sul camino della Cappella Sistina. (immagine tratta dal web)
I
gabbiani del Lario
In questi primi giorni di
primavera il nostro lago è ancora rallegrato dal chiassoso ed acrobatico volo
dei gabbiani, tra non molto una buona parte di loro raggiungerà le aree di
nidificazione e sul Lario rimarrà solamente il Gabbiano reale, unica specie
nidificante nelle nostre zone. Quest’anno, tra gli uccelli che normalmente
trascorrono l’inverno sul Lario, vi è stata la presenza di alcuni gabbiani che
normalmente sono difficilmente osservabili nelle nostre zone, come il gabbiano
reale nordico e il gabbiano tridattilo.
Gabbiano tridattilo, marzo, Domaso (CO).
Gabbiano reale nordico, gennaio, Varenna (LC).
Con questo post non voglio certo fare una lezione di
ornitologia o inoltrarmi nel difficile compito di descrivere i caratteri
salienti di ogni singola specie, lascio questo incarico agli esperti di gabbiani,
da parte mia è importante portare a conoscenza dei lettori alcune curiosità e
approfondimenti di specie che vivono a stretto contatto con l’uomo.
Gruppo di
gabbiani comuni.
Il termine generico “gabbiano” si riferisce ad un
gruppo di uccelli appartenente all’ordine dei Caradriformi e alla famiglia dei Laridi.
In Italia questi uccelli sono rappresentati da 21 specie, alcuni di loro sono
visitatori più o meno rari. Sul Lario le specie si riducono a 10, tra queste una
avvistata solo una volta negli ultimi 15 anni.
Gabbiani comuni.
Visto l’esiguo numero di razze, la loro identificazione sembrerebbe facilitata, in realtà non è così, anzi, a volte è molto difficile distinguerle tra loro poiché il loro piumaggio varia a seconda dell’età e secondo la specie.
Questa complessità negli ultimi anni ha fatto crescere la passione per i Laridi, un gruppo di uccelli che non aveva mai riscosso un grande interesse nei birdwatchers ma che a seguito di molti ed importanti sconvolgimenti tassonomici ha suddiviso alcune sottospecie al rango di specie ed è ora uno dei settori più entusiasmanti dell’ornitologia.
Gabbiano reale, a destra un adulto e a sinistra un
giovane del 1° inverno.
Spesso mi è stato chiesto: “perché una volta sul lago i gabbiani non c’erano, mentre adesso ce ne sono così tanti?”.
Questa osservazione è vera solo in parte, per l’occasione ho riletto un vecchio libro storico “Como e il Lario” di Giovanni Battista Giovio, scritto nel 1795.
Qui di seguito il testo integrale riportato nel libro:
Fra quelle canne depongon le uova que’ Lari, che in Toscana forse gabbiani, e noi appelliamo galledole(1), e i francesi mauve.
E’ incredibile quanto questi uccelli sieno ghiotti del pesce, e godano della tempesta e del vento. Veleggiano allora colle grandi ale, quando a ritroso, talora a seconda.
Vi fu chi pretese esser da quelli venuto il nome al Lario (2), fuvi pure, chi le confuse colle foliche, di qui pochissime si veggon fra noi. Altri opinò con eguale abbaglio, che tal nome al lago nostro procedesse dagli allori.
note
(1)(garigole è l’attuale forma
dialettale locale che identifica i gabbiani)
(2)Benedetto Giovio*
fralle inedite latine sue lettere ne ha una, che descrive il Lario. In essa
leggiamo = Larius lacus…ita vocari
coeptus est ex etrusco vocabulo, quasi princeps lacus, ab eo quod Lar etrusce
principem sonat…praeterea Larius non a lauris… quibus frequentissimus est… nec
etiam a Laro ave, quae ibi rarissima est…
L’amico Giancarlo
Colombo, gentilmente ha tradotto il testo:
il lago Lario ... incominciò a
essere chiamato così da una parola etrusca, come fosse un lago principe, per il
fatto che Lar in etrusco significa principe... inoltre Larius non dagli
allori... di cui è ricchissimo... e nemmeno dall'uccello Laro (gabbiano), che
ivi è rarissimo...
*Giovio, Benedetto, nacque nel 1471 a Como dove morì il 3 ag. 1545 e fu
sepolto con grandi onori nella cattedrale della città, nella quale si conserva
ancora la sua epigrafe funeraria apposta dai figli nel 1556.
Gabbiani
al tramonto
Se nel ‘500 Giovio riportava il fatto che il gabbiano era rarissimo sul Lario, in tempi più recenti il dottor Erasmo Buzzi nel suo Catalogo ornitologico della provincia di Como e della Valsassina edito nel 1870 scriveva: 5. Gavina (Larus Canus) Volg. Garigolon - Comunissimo e sedentario. Questa specie unitamente alla seguente è tanto comune sul nostro lago, che dicesi abbia dato origine a dargli il nome di Lario. 6. Gabbiano comune (Larus Ridibundus) Volg. Garigola - Comunissimo, e credo che qui nidifichi. 7. Gabbianello (Larus Minutus) Piuttosto raro. Alcuni se ne vedono in Settembre.
Come sosteneva Benedetto
Giovio, il nome Lario non è collegato al termine latino Larius (gabbiano), come invece scrive erroneamente Buzzi, nello
stesso tempo quest’ultimo però ci tramanda alcune interessanti osservazioni: conferma
che all’epoca della stesura del suo catalogo nel 1870, la Gavina e il Gabbianello
erano presenti sul Lario e il Gabbiano comune era diffuso. Nel catalogo non si
fa nessun accenno al Gabbiano reale che ai giorni nostri è presente e
nidificate sul lago.
Gruppo gabbiani reale presso il promontorio di
Bellagio (CO).
Ma veniamo ai
giorni nostri, i più comuni tra i nostri Laridi sono il Gabbiano comune, il Gabbiano
reale e la Gavina, quest’ultima con una consistenza numerica più contenuta
delle due specie precedenti.
Più discontinua è
la presenza del Gabbiano reale pontico, del Gabbianello, dello Zafferano e del
Gabbiano corallino.
Presenza straordinaria è quella del Gabbiano reale
nordico e del Gabbiano tridattilo (osservato nel 2009 e nel 2013), mentre
accidentale è stata la presenza del Gabbiano di Sabine (osservato una sola
volta nel 2005).
Gabbiani comuni.
GABBIANO COMUNE
Per cominciare partiamo
dalla specie più diffusa: il Gabbiano
comune Larus ridibundus
Gabbiano comune adulto,
livrea primaverile.
Gabbiano comune adulto, livrea
invernale.
Edgardo Moltoni nel suo scritto “L’etimologia e significato
dei nomi scientifici” – Milano 1946 scrive a proposito del gabbiano comune:
“Comune, perché
nella cattiva stagione è la specie più comune da noi, ridibundus, parola latina
che significa pieno di riso, dal verbo latino rideo= io rido, a causa del suo
grido che imita il ridere forte.”
Gruppo di gabbiani comuni alla foce del fiume Meria a
Mandello del Lario (LC).
Questa specie anche se sul Lario non nidifica, vi trascorre la gran parte dei mesi dell’anno. Molti di questi uccelli utilizzano il lago solo come luogo per trascorrere la notte, al mattino infatti si trasferiscono lungo l’Adda raggiungendo i territori della pianura dove si alimentano nelle discariche del milanese e sui terreni agricoli. Per riportare un dato numerico sulla presenza di questi “pendolari”, durante il censimento tenuto il 13 gennaio 2013 al ponte sull’Adda a Lecco ne sono stati contati 5883 mentre transitavano verso sud per poi fare rientro alla sera.
Gruppo di gabbiani “pendolari” al ritorno sul lago per trascorrere la notte. Febbraio, Lecco.
Il gabbiano comune raggiunge la maturità sessuale al secondo anno di vita ed il suo piumaggio varia con il variare dell’età.
Le ali “sporche” e la banda nera sulla coda
determinano l’immaturità dell’individuo.
I nostri gabbiani comuni in genere sono soggetti che si spostano per nidificare lungo le coste del mar Baltico e sulle coste Olandesi o Polacche.
Gennaio 2013, Domaso (CO), gabbiano comune con anello
bianco con scritta nera (THWH) alla zampa destra. L’anello, oltre a individuare
la località di provenienza dell’esemplare (Polonia), testimonia quanto questo
gabbiano sia fedele all’area di svernamento, infatti l’individuo in questione è
stato osservato anche l’inverno passato ( 2011-2012).
GABBIANO REALE - Larus michahellis
Gabbiani realiadulti.
Sino a pochi anni fa molti grandi gabbiani del genere Larus erano raggruppati sotto il nome di Gabbiano reale Larus argentatus, (argentatusdal latino ornato d’argento, per via del suo piumaggio superiore di colore grigio argenteo). A livello sottospecifico esistevano, tra gli altri, il L. a. argentatus, il L. a. michahellis ed il L. a. cachinnans. A seguito di molti studi tassonomici oggi possiamo trattare queste tre sottospecie come ben distinte e separate tra loro e grazie al contributo di molti birdwatchers, le possiamo identificare sul campo anche se con una certa difficoltà. Dopo anni di osservazioni si è visto come tutte e tre le specie siano presenti sul Lario.
Gabbiano reale adulto
Un tempo il gabbiano reale (Larus argentatus), viveva sulle coste marine, solamente all’inizio degli anni ‘70 ha iniziato a colonizzare le città costiere italiane dando il via ad un crescente fenomeno di urbanizzazione. Il motivo principale di questo fenomeno è rappresentato dalla presenza massiccia di rifiuti alimentari e soprattutto di discariche, dove questi uccelli, particolarmente adattabili, hanno la possibilità di trovare cibo in abbondanza, per questo motivo sono una presenza costante in città molto sporche e nelle discariche.
Il gabbiano reale ha sviluppato nel tempo un atteggiamento molto aggressivo nei confronti degli altri volatili divenendo sempre più una specie dominante; sul Lario era presente un tempo solo come migratore occasionale, dagli anni ‘80 ha iniziato gradualmente a colonizzare il lago e ad adattarsi al punto tale di diventare sedentario e nidificante, la sua presenza è andata in crescendo divenendo un competitore alimentare di altre specie come quella del Nibbio bruno.
Sul Lario, il gabbiano reale nidifica sulle pareti
rocciose a picco sul lago.
Pulcino di gabbiano reale, giugno, Bellagio (CO).
Il gabbiano reale ha 4 classi di età contraddistinte da piumaggi molto diversi tra loro. In età giovanile è un’impresa ardua distinguere il gabbiano reale nordico, il gabbiano reale pontico e lo zafferano.
Se si considera inoltre la normale variabilità del piumaggio dovuta alla crescita individuale di questi uccelli, l’identificazione si fa più ardua ma nello stesso momento appassionate per i birdwatchers.
Confronto tra gabbiano comune
e gabbiano reale.
Gabbiano reale, Domaso (CO), marzo 2013.
L’anello
individua la località di provenienza dell’esemplare: Lago Neuchatel, Svizzera,
inanellato nel 2010.
Il gabbiano reale nordico è
tipicamente un gabbiano marino diffuso nel nord Europa, sul Lario la sua
presenza è decisamente occasionale salvo l’inverno 2012-2013, dove questa
specie è stata avvistata sia a Domaso che a Varenna.
Questo gabbiano può essere confuso con il Larus michahellis dal quale si distingue
per il colore delle zampe: rosa nel adulto diL. argentatus, gialle nel
adulto di L. michahellis. Il
passaggio dal piumaggio giovanile al piumaggio adulto dura 4 anni. Nell’età
giovanile, l’identificazione è molto difficile ma non impossibile.
Due gabbiani reali a confronto, in primo piano un g.
reale 2° inverno, in secondo piano un g. reale nordico 1° inverno.
GABBIANO REALE PONTICO - Larus cachinnans
La specie Gabbiano reale pontico (Larus cachinnans), ultimamente si è
elevata da sottospecie del Gabbiano reale (Larus
michaellis) a specie.
Da diversi anni pochi
individui di gabbiano reale pontico vengono avvistati regolarmente sul Lario. La
difficile identificazione di questo uccello porta ad un numero ridotto di
osservazioni, pertanto si può dedurre che la sua presenza sia maggiore di
quanto dichiarato. Questo gabbiano si riproduce
nella regione del Mar Nero e del Mar Caspio, ma il suo areale si estende a est
nell'Asia centrale fino alle propaggini nord-occidentali della Cina. In Europa
si è insediato in Polonia e nella Germania orientale. Alcuni gruppi di questi
uccelli migrano a sud fino a raggiungere le zone mediterranee e l'Italia.
ZAFFERANO - Larus fuscus
Lo Zafferano si distingue dal
Gabbiano reale per il colore più scuro delle sue ali.
In questa immagini a sinistra vediamo un Gabbiano reale mentre
a destra vi è un Zafferano.
Dicembre, Abbadia Lariana (LC).
Lo zafferano è un migratore di lunga distanza, sul Lario ne si osservano con regolarità pochissimi individui. Durante la nidificazione questo uccello frequenta le coste marine europee, il mar Baltico e le coste della Finlandia e Danimarca. Questa specie, per raggiungere l’Italia, compie spostamenti notevoli, a volte raggiungendo i tremila chilometri.
GAVINA - Larus canus
Gavina adulta, marzo.
La gavina ha una dimensione
ridotta rispetto al gabbiano reale e superiore rispetto al gabbiano comune. Questo
uccello si riproduce lungo le coste del nord Europa e
sul Lario giunge nel mese di novembre per poi ripartire verso marzo.
Gavina immaturo, marzo.
La gavina si può osservare frequentemente posata sui pali degli
attracchi dei battelli, si aggrega di sovente ad altri Laridi, soprattutto al
gabbiano comune ed al gabbiano reale.
Le tre classi di età della gavina.
GABBIANO CORALLINO - Larus melanocephalus
Sul Lario in tarda estate si possono osservare pochi individui di Gabbiano corallino in particolare soggetti quasi sempre immaturi.
Gabbiano corallino immaturo, ottobre, Pian di Spagna (CO).
Questa specie si trova frequentemente in Europa centrale, Mediterraneo e Mar Nero. In Italia nidifica solo dal 1978 nelle Valli di Comacchio (FE).
Gabbiano corallino adulto, aprile, prov. Ferrara.
Il Gabbiano corallino presenta dimensioni simili al Gabbiano comune e si caratterizza per il “cappuccio” di piume sul capo leggermente più esteso e la punta delle ali bianca rispetto al g. comune.
Gabbiano corallino adulto, maggio, prov. Ferrara.
GABBIANELLO - Larus minutus
Il Gabbianello è il più piccolo tra i gabbiani europei,
il suo nome scientifico “minutus” si riferisce alle sue
piccole dimensioni, tra tutti i gabbiani è il più piccolo, pertanto risulta
facilmente identificabile.
Gabbianello
adulto, dicembre, Lago di Olginate (LC).
Questa specie è in grado di resistere ai climi più
rigidi dell’Europa settentrionale, Russia e Finlandia, dove abitualmente vive e
nidifica. Sverna in Italia principalmente in Sicilia, Sardegna e le coste
tirreniche. Occasionalmente qualche raro individuo di questa specie sverna sul
Lario ma è durante le migrazioni che è più facilmente osservabile sul nostro
lago.
Gabbianello
immaturo, novembre, Mandello del Lario (LC).
GABBIANO TRIDATTILO Rissa
tridactyla
Gabbiano
tridattilo, marzo, Domaso (CO).
Come detto precedentemente questo gabbiano è da
considerare specie rara per il Lario, negli ultimi 15 anni ci sono state
solamente due osservazioni.
ll gabbiano tridattilo è una specie nordica con abitudini
tipicamente pelagiche, infatti trascorre la stragrande maggioranza della sua
vita in mare aperto e si contraddistingue da una tecnica di volo molto agile
che gli consente di compiere movimenti accuratamente controllati e di volare
anche in condizioni di vento forte. Il perfetto controllo dell'atterraggio gli
consente di posarsi sulle sporgenze delle falesie dove costruisce il nido,
formando delle colonie di grandi dimensioni.
Il Gabbiano tridattilo nidifica lungo le coste del Canada
centro-settentrionale, della Groenlandia, dell'Islanda, dell'Europa occidentale
e settentrionale e della Russia artica.
Per completare la descrizione dei gabbiani del Lario, dovrei parlare anche del rarissimo Gabbiano di Sabine che ha visitato il nostro lago solo una volta nel 2006, purtroppo non ho ancora avuto la fortuna di incrociarlo nel corso delle mie uscite, prometto di dedicare un post specifico su questo blog nel caso mi capitasse questa opportunità. Una precisazione: oltre alla famiglia dei Laridi, esistono anche altre famiglie di uccelli con caratteristiche e abitudini molto simili ai gabbiani, sto parlando di sterne e di stercorari, ma di questi ne parleremo in seguito.