giovedì 22 settembre 2016

Primo giorno d’autunno e nei campi è in fiore lo Stramonio

Oggi, 22 settembre alle ore 14:21 UTC (le 15:21 italiane) inizia l’autunno astronomico.

In questo periodo dell’anno negli incolti vicino ai ruderi e lungo i margini delle strade possiamo scorgere una vistosa pianta dai fiori imbutiformi e dal frutto spinoso. Si tratta di1_Datura-wrightii_005 una specie alloctona naturalizzata in aree climatiche miti dell’Europa. Di origine americana e probabilmente anche asiatica, questa pianta ha innumerevoli nomi volgari: stramonio, erba del diavolo, erba delle streghe, noce spinosa, noce del diavolo e pomo della morte. Tutti questi nomi non lasciano dubbi sulla sua peculiarità di essere una pianta allucinogena e velenosa per l’uomo.

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Stramonio di  Wrightii
(Datura wrightii),
settembre, provincia di Lecco.

Le immagini di questo post ritraggono lo Stramonio di Wright (Datura wrightii), specie simile al più noto Stramonio comune (Datura stramonium). Il genere Datura ha diverse specie tutte legate a climi temperati e tutte velenose. Lo stramonio appartiene alla famiglia delle Solanacee, stessa famiglia delle melanzane, peperoni, pomodori e patate.0

 

 

 

Lo Stramonio comune si differenzia dallo Stramonio di Wrightii per gli steli verdi, le foglie più frastagliate, i fiori più piccoli e i frutti in posizione verticale, mentre lo Stramonio di wrightii ha gli steli violacei, le foglie ovate (più ampie e dai bordi leggermente irregolari) e grandi fiori e frutti appesi.

 

 

Stramonio comune Datura stramonium
Flora von Deutschland, Österreich und der Schweiz 1885.
Fonte: Wikimedia Commons

 

 

 

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Stramonio comune Datura stramonium – settembre, Provincia di Como.

Lo stramonio è stato introdotto in Europa probabilmente come pianta medicinale e si è diffuso e naturalizzato velocemente nel sud della Francia, in Spagna e intorno ai paesi mediterranei. Lo Stramonio comune (Datura stramonium) è stata la prima specie a essere scientificamente descritta da Carlo Linneo nel 1753, utilizzando per il genere il nome di provenienza sanscrita “dhatura” (nome indiano “dhât” dato al veleno da essa estratto), altre ipotesi traducono il termine indiano dhatura in mela spinosa, ad indicare i frutti spinosi. Linneo coniò per la specie il termine stramonium, nome di incerta origine. Cento anni prima di Linneo fu l’inglese Nicholas Culpeper (medico, botanico ed erborista) a citare, nella sua opera Culpeper’s Complete Herbal, questa pianta come erba medicinale. Il nome scientifico della specie Stramonio di wrightii Datura wrightii è stato assegnato nel 1859 dal botanico Eduard Regel in onore alla figura del botanico, esploratore statunitense Charles Wright (1811-1885) che aveva scoperto questa pianta in Texas nel 1850. Lo stramonio è la più rinomata tra le piante usate nella stregoneria medioevale: veniva chiamata "erba del diavolo" o "erba delle streghe" e per questo motivo la troviamo citata nel volume Malleus Maleficarum=Martello delle streghe del 1486, redatto dei frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer allo scopo di reprimere in Germania l’eresia, il paganesimo e la stregoneria.

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Lo stramonio fu usato in medicina per la cura dell’asma.
I fiori essiccati e arrotolati venivano fumati come sigaretta per alleviare i sintomi di questa malattia. Infatti gli alcaloidi presenti inibiscono i muscoli nelle pareti delle vie aeree, allargando così i bronchioli e rendendo più facile la respirazione. Questa pratica, per via degli effetti collaterali, portava in realtà più danni che benefici anche perché la concentrazione di questi alcaloidi può variare notevolmente da pianta a pianta. Pertanto l’utilizzo di questa in medicinale è molto difficoltosa e rischiosa.

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Frutto e semi di Stramonio di Wrightii

 

 

 

Lo stramonio suscita tanto interesse anche per l’aspetto “sacro” che è collegato alle sostanze presenti in questa pianta. L'effetto allucinogeno di delirio è stato a lungo utilizzato per sperimentare “altre realtà", in particolare in India e presso tribù native americane. Alcuni sciamani si erano specializzati nell'uso di questa pianta per ottenere “sogni profetici” o per rituali iniziatici per i ragazzi. Tutte le parti di questa pianta contengono alcaloidi come la scopolamina e l'atropina che causano delirio, battito cardiaco accelerato e un aumento della temperatura corporea, seguita spesso da amnesie. Tutti sintomi spesso fatali o causa di numerosi casi di avvelenamento. Sembra impossibile ma ancora ai giorni nostri la cronaca riporta di casi di intossicazione da stramonio di persone sprovvedute che, volendo vivere sulla propria pelle questi effetti allucinogeni, si ritrovano spesso a sperimentare solo forte agitazione, confusione, dilatazione della pupilla, attacchi di panico e avvelenamento, che nei casi più gravi può anche condurli alla morte. Di seguito il link di alcuni fatti di cronaca:

Civitanova, mangia fiori di stramonio e cade in mare: ragazzo in rianimazione

Tè allo stramonio

Ferrara, universitario in coma

Ancora peggiore è l’ignoranza in fatto di erbe che, se non riconosciute con certezza, resta più saggio evitare di raccoglierle. Di seguito riporto un caso capitato ad una coppia di coniugi che hanno scambiato lo stramonio per fiori di zucca. (LINK)

Mentre queste signore hanno cucinato lo stramonio come fosse spinaci.(LINK)

Concludo ribadendo che tutta questa pianta è tossica: foglie, fiori, radici e semi compresi perciò deve essere bandita dall’uso erboristico privato. Tuttavia è doveroso un chiarimento a riguardo delle piante velenose o medicinali e, per far questo, utilizzo integralmente quanto riportato sul sito www.sostanze.info.

“Una pianta si può definire "velenosa" se contiene, in una qualsiasi parte, "principi attivi" in grado di arrecare un danno alla salute di chi ne viene, in qualsiasi modo, a contatto.
Molto spesso sentiamo parlare di piante "medicinali" e piante "velenose", piante buone o cattive, secondo un vezzo, del tutto umano, di distinguere ciò che ci circonda in soggetti utili o meno a noi stessi. In realtà quando dividiamo le piante secondo queste categorie commettiamo un grosso errore di superficialità e di presunzione, fondati sull’assunzione di superiorità della nostra specie rispetto a tutto il resto dell’ambiente naturale che, al contrario, si è evoluto in genere molto prima di noi.
E’ del tutto evidente che non esistono in natura piante utili o piante dannose, ma è l’uso più o meno corretto che ne viene fatto da parte dell’uomo che determina il grado di pericolosità o di utilità di una pianta”.


Curiosità:
Nel meraviglioso trittico “Giardino delle delizie” dipinto da Hieronymus Bosch (LINK descrizione del dipinto) vi è raffigurato la “noce spinosa” dello stramonio. Questo quadro raffigura figure mostruose, grottesche, strani esseri volanti, demoni, frutto di una fantasia da incubo. L’antropologo Puckert, senza nessuna prova, ha ipotizzato che Bosch abbia fatto uso di sostanze allucinanti come lo stramonio per realizzare queste immagini fantasiose.

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Giardino delle delizie, Hieronymus Bosch (1450–1516 circa) – Olio su tela 220×389 cm, Museo del Prado, Madrid.
Fonte: Pubblico dominio Wikipedia

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Il giardino delle delizie,
pannello centrale, particolare in basso a sinistra
probabile raffigurazione del frutto dello stramonio.
Fonte Pubblico dominio Wikipedia

 

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Dettaglio del Giardino delle delizie, una schiera di uccelli scruta gli uomini nei pressi di un laghetto.

 


Bibliografia

Devoto G., Oli G. C., Vocabolario Illustrato della lingua italiana, 1971

Otto Wilhelm Thomé Flora von Deutschland, Österreich und der Schweiz (1885) – Germania.

Pignatti S., Flora d'Italia - Edagricole, Bologna.1982.

Malizia E., Hieronymus Bosch - Insigne pittore nel crepuscolo del Medio Evo - 2016

 

Dal web

www.actaplantarum.org

Wikipedia

2 commenti:

  1. Interessantissimo articolo, utile.
    Bella anche la curiosita' artistica.
    Gpaolo.

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