venerdì 26 aprile 2013

Verzellino e canarino, parenti stretti

In questi giorni l’inconfondibile e stridente canto del verzellino non passa inosservato quando percorriamo i viali dei parchi e dei giardini. Spesso si osserva questo piccolo uccello posato su vari posatoi come, ad esempio, antenne e camini. A volte invece lo si può ammirare in voli territoriali che sembrano una danza… che sia posato o in volo questi sono giorni di intensi canti! E’ come se volesse dire. “Questa è casa mia!”. 
Un maschio di verzellino eccitato canta e sbatte le ali.



Verzellino ♂, aprile.

Il Verzellino Serinus serinus è un piccolo passeriforme appartenente alla famiglia dei Fringillidi. In inverno, come sua abitudine gregaria, forma gruppi di diversi individui. La sua distribuzione attuale è l’Europa, l’Asia ed l’Africa del nord. Questo piccolo uccello frequenta preferibilmente campagne alberate, parchi e giardini. Poco comune e localizzato in montagna.

Verzellino ♀, aprile, in migrazione presso il valico alpino del Maloja (1815 m s. l.m.). Cantone dei Grigioni, Svizzera.

Il verzellino è stato oggetto di studi già nel secolo passato. Motivo di tale interesse è stata l’incredibile espansione avuta in Europa negli ultimi 200 anni (Mayr, 1926). Fino al 1800, il verzellino era confinato all’area mediterranea in popolazioni quasi esclusivamente residenti. In seguito il verzellino iniziò ad estendere il suo areale verso nord, raggiungendo nel 1990 la Scandinavia meridionale con popolazioni migratrici. Anche nell’area del Lago di Como fino agli anni 1970 la sua presenza era molto limitata, mentre oggi è comune e parzialmente anche svernante.

Verzellino ♂, aprile.
Il verzellino Serinus serinus, per la sua livrea verde-giallastra viene considerato il parente prossimo del canarino selvatico Serinus canarius, potendo semplificare possiamo considerarlo “un cugino”. Tuttavia, mentre il canarino, per il suo melodioso canto e per la facilità di adattamento alla gabbia, è diventato nel corso dei secoli l’uccello più diffuso tra l’ambiente domestico, al contrario il verzellino è rimasto confinato allo stato selvatico.
E’ quindi d’obbligo ora chiarire come il canarino (così come tutti lo conosciamo) sia una “manipolazione” dell’uomo. Nel corso degli anni sono state selezionate molte razze e colori, rendendo questo uccello ben lontano dalle suo origini. Nella foto seguente viene ritratto un maschio di canarino selvatico Serinus canarius, fotografato nel Parque Rural del Nublo, Gran Canaria, Spagna.

Canarino selvatico Serinus canarius (foto  http://en.wikipedia.org/wiki/Atlantic_Canary)
I luoghi d‘origine del canarino domestico sono le isole Canarie da cui questi uccelli prendono il nome (vi sono però esemplari selvatici della stessa specie anche a Madera e nelle Azzorre).

L'Arcipelago delle Canarie (1)è composto da isole vulcaniche situate a poca distanza dalla costa nord-occidentale dell'Africa (di fronte alla costa del Rio de Oro, antica colonia spagnola ora inclusa nella provincia ispanica d'oltremare del Sahara spa­gnolo). Il nome “Canaria” viene dal latino canís (= cane), nome che gli antichi diedero a queste isole perché vi trovarono una razza di cani selvatici poi scomparsa.

Canarino selvatico
(Fotografia - el chasnero http://www.flickriver.com/photos/el_chasnero/popular-interesting/)


Una volta impadronitisi delle isole, gli spagnoli ne passarono in rassegna le risorse, com'è costume di ogni conquistatore, e in mancanza di miniere d'argento e di filoni auriferi puntarono la loro attenzione sul caratteristico uccellino dal gradevole canto che in breve tempo divenne oggetto di un florido commercio. Gli spagnoli denominarono questo fringillide “Canario”, appellativo che venne usato anche in lingua italiana divenendo “Canarino”. 

Nell'aristocrazia ibe­rica imperò presto la moda del possesso di questi graziosi pen­nuti (le dame dell'epoca solevano farsi ritrarre con un canarino posato sull'indice d'una mano, come ci testimoniano gli anneriti dipinti nei vetusti castelli dell'Andalusia, della Catalogna e della Castiglia). Il desiderio di possedere dei canarini non tardò a diffondersi anche in altre nazioni (limitatamente ai ceti abbienti) e, avendo constatato la facilità con cui il canarino si riproduceva in gabbia e per non perdere un cosí proficuo monopo­lio, gli spagnoli esportarono solo soggetti maschi. Una delle ipotesi sulla diffusione in Europa del canarino viene accreditata ad un naufragio avvenuto verso la metà del XVI secolo dove una nave spagnola con rilevante carico di canarini di fresca cattura fu sorpresa da un uragano che la mandò sugli scogli dell'isola d'Elba, permettendo la fuga indenne di molti esemplari. I canarini non tardarono a diffondersi in buona parte dell'Europa, grazie agli italiani, i quali ne curarono l'allevamento e fecero largo commercio dei soggetti nati in prigionia. Bisogna dire che dopo gli spagnoli e gli italiani, furono i tede­schi a divenirne i maggiori allevatori, dando vita ad un florido commercio che durò con crescenti fortune dalla metà del XV secolo ai primi decenni del XIX secolo. I principali centri d'allevamento si trovavano nella Germania meridionale e nell'alto Tirolo, da dove negozianti girovaghi partivano per recarsi nelle va­rie nazioni europee a vendere i loro canarini, raggiungendo così anche la Svezia, la Russia, la Turchia e l'Egitto. Il borgo minerario ti­rolese di Imbst fu uno dei primi importanti centri di produzione dei canarini.


In seguito, pur restando la Germania il principale centro di produzione del canarino , importanti allevamenti di questi uccelletti domestici sorsero anche in altre nazioni euro­pee sotto la spinta della sempre crescente richiesta non solo dei mercati europei ma anche di quelli d'America, d'Australia e  di alcuni paesi asiatici come l'India.

Nel corso dei secoli poi il canarino subì selezioni sempre più raffinate da parte dell’uomo. Al giorno d’oggi molteplici sono le razze, i colori, le dimensioni, i canti da indurre il profano a dubitare della discendenza diretta dal Serinus canarius.


Un esempio di alcune tra le più importanti razze di canarini

(Atlante delle principali razze di canarini – fonte http://www.agraria.org/canarini.htm)




Razze di colore -  Sassoni
I canarini di colore sono i più diffusi ed allevati al mondo oltre ad essere i più numerosi: sono stati selezionate oltre 300 diverse varietà di colori e caratteristiche del piumaggio.
Nonostante questo grande numero di varietà, i canarini di colore costituiscono un’unica razza: il “Sassone”.

Sassone
Razze da canto - Harzer Roller
Razza risalente al 1600. Discende dai canarini che i minatori tirolesi portavano con se come indicatori di fughe di gas tossici. Questi canarini iniziarono ad imitare i suoi dell'acqua e degli attrezzi che erano presenti in miniera. Il loro canto divenne quindi unico. I primi uccellini selezionati per questo scopo vennero chiamati con il nome di "Usignoli Tirolesi"; nel corso degli anni la loro selezione si sposta nella Regione montuosa dell'Harz, nella quale viene creata la razza attuale. L'Harzer o Harz roller, selezionato in Germania, è la più antica e conosciuta fra le razze di canarini da canto. Il suo nome "harzer", significa "originario della regionale dell'Harz"; il nome "Edel" significa "nobile, puro", e "roller" non è altro che il suono onomatopeico del suo canto tipico.
Harzer Roller
(foto
www.canariculturacolor.com)


Razze di forma e posizione lisci - Bossu Belga
Il suo nome "Bossu" significa letteralmente "Gobbo". Una delle razze più antiche tra i Canarini. Da documenti parrebbe che questa razza esistesse già nel XVII secolo. La razza a quei tempi era sicuramente di taglia superiore rispetto all'odierna. La sua diffusione arrivò all'apice nel XIX secolo. Ebbe un periodo critico negli anni compresi tra le due grandi guerre mondiali, nei quali la razza rischiò l'estinzione. Negli ultimi 20 anni il Bossu ha avuto molto sostenitori che hanno riportato questo canarino ad una diffusione mondiale.
Bossu Belga
(foto Associazione Ornitologica Jesolana
www.aoj.it)

Razze canarini arricciati - Arricciato del Nord
Tra le razze degli arricciati questa è certamente la più antica. Questo Canarino discende direttamente dai canarini chiamati "Trombettieri del Re", che presentavano arricciature sulle spalline. La razza fu creata in Olanda, per mano dei nobili francesi che si rifugiarono in quei luoghi. Negli anni successivi essi fecero ritorno in Francia e portarono con loro i nuovi canarini. La razza è tutt'oggi considerata originaria di tutte e due le suddette Nazioni. Il nome originale che venne assegnato fu "Olandese del Nord", che poi venne modificato in "Arricciato del Nord".
Arricciato del Nord 
(foto Celli Alessandro Allevamento >>>)

Razze inglesi - Lizard
Questo è forse in assoluto il canarino più antico di tutti. I soggetti che dettero poi vita alla razza, arrivarono dalla Francia verso la metà del XVI secolo. Razza di canarino che ha all'attivo almeno quattrocento anni di selezione. Prima veniva allevato solo in Inghilterra, successivamente la sua selezione si estese in tutta Europa. La sua caratteristica principale, che lo distingue da tutte le altre razze, è la particolare colorazione verdastra con la tipica calotta colorata di giallo.
Lizard

Bibliografia: BREVE STORIA DEL CANARINO - Trattato Enciclopedico di Canarinicoltura Prof.Vittorio Menassè.

(1)
L'Arcipelago comprende sette isole maggiori (attualmente suddivise in due provincie insulari spagnole, la provincia di Las Palmas che raggruppa le isole Gran Canaria, Fuerte Ventura e Lanzarote ; la provincia di Santa Cruz de Tenerife con le isole Tenerife, La Palma, Gomera, Hierro) e sei isolotti minori, pres­soché disabitati, inclusi nella provincia di Santa Cruz.

Queste isole, chiamate da Tolomeo
insulae fortunatorum, erano ritenute un tempo estremo limite occidentale della Terra. Furono visitate dai Fenici e dai Cartaginesi che vi si stabilirono, sino a che non vennero eliminati dai Romani. Rimasero quindi ignote al resto del. Mondo sino al basso Medioevo, e le notizie riguardanti la riscoperta appaiono confuse e incerte. Di sicuro sappiamo solo questo : che le Canarie furono visitate e conquistate dal genovese Lancellotto Malocelli (o Marocelli), tra il 1310 e il 1319. Dopo una serie di contese tra i re di Castiglia, di Francia e del Portogallo. la loro conquista ed esplorazione sistematica fu effettuata dalla Spagna e nel 1427 Enrico III di Castiglia con­cesse l'Arcipelago al cavaliere normanno Giovanni di Bethen­court che vi aveva già effettuato diverse esplorazioni sin dagli inizi del secolo fondandovi anche una colonia. Secondo quanto riferiscono le cronache reali, il Bethencourt nel 1406 offri alla regina di Francia Isabella di Baviera dei canarini che, se l'episo­dio narrato rispondesse a verità, sarebbero stati i primi a venire introdotti in Europa. Nel 1493 gli Spagnoli ripresero formale possesso delle Canarie, comprendendole in seguito nel loro do­minio coloniale.
La popolazione indigena, costituita dalla bella e vigorosa razza dei
Guanci, resistette eroicamente all'invasione spagnola preferendo la distruzione al dominio straniero : è infatti ormai del tutto estinta.


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