venerdì 15 agosto 2014

La starna, una specie in via d’estinzione

Come annunciato nel post precedente, sul Monte Crocione (LINK) mi sono imbattuto in un gruppetto di Starne di cui ora voglio parlare più dettagliatamente.

Al contrario di altre volte, l’emozione dell’incontro è stata superata dalla consapevolezza di trovarmi di fronte a uccelli di origine non selvatica. Infatti la Starna in Italia è pressoché estinta e gli animali da me incontrati sono frutto di rilasci per discutibili fini venatori.

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Starna Perdix perdix, agosto, Provincia di Como.

 

L’IUCN (International Union Conservation Nature) ha reso noto a livello internazionale che il 12% delle specie mondiali rischia seriamente l’estinzione a causa diretta o indiretta dell’uomo. Il pensiero comune quando si affrontano questi problemi va a specie esotiche ma se ci limitassimo al territorio italiano penseremmo subito al Lupo, all’Orso bruno, alla Lince, alla Lontra e alla Foca monaca nei mammiferi mentre tra gli uccelli stenderemmo una lista composta da specie come il Gallo cedrone, il Gipeto, il Grifone o il Capovaccaio. Mai più penseremmo che in questo triste elenco compaia una specie, un tempo comunissima, come la Starna. Purtroppo però la realtà è proprio questa.

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La sistematica posiziona la Starna Perdix perdix L.1758, di cui ne sono state descritte 8 sottospecie, nell’ordine dei Galliformi, nella famiglia dei Fasianidi.

Dato che questo uccello non è migratore e che la catena alpina ha fatto da barriera naturale isolando la popolazione italiana, si è resa possibile la fissazione di caratteri peculiari della Starna italiana con l’individuazione della sottospecie Perdix perdix italica Hartert, 1917. Purtroppo però questa sottospecie italica oggi è da considerarsi estinta. 2_Starna ed(72)

Le cause della scomparsa di questa sottospecie sono molteplici e vanno ricercate nelle mutate condizioni ambientali e in conseguenza dell’esasperazione delle moderne pratiche agricole che hanno eliminato le zone arbustive ed delle moderne pratiche di sfalcio, eseguite ora mediante rotofalciatrici, che hanno causato molto spesso la distruzione dei nidi e la morte diretta di individui giovani ed adulti. Un’altra causa che ha determinato la fine di questa sottospecie è da ricercarsi intorno alla seconda metà del XX secolo quando sono state effettuate consistenti immissioni a scopo di ripopolamento per fini venatori utilizzando soggetti sia di allevamento che di cattura importati da vari Paesi europei. Tali interventi hanno dato origine a nuclei costituiti da diverse sottospecie e meticci delle stesse che trovano difficoltà ad ambientarsi in forma stabile. Solo in poche aree protette esistono nuclei selvatici numericamente modesti in grado di autoriprodursi che non dipendono da periodiche immissioni di individui provenienti da allevamenti. La loro sopravvivenza appare però assai precaria. Per queste ragioni sarebbe stato opportuno tutelare questi ecotipi che, in ragione di una lunga selezione naturale, avendo acquisito caratteri morfo-fisiologici ottimali e che oggi, alla luce della situazione particolarmente critica in cui versa la specie, avrebbero potuto rappresentare, in un programma di reintroduzione su larga scala, un materiale prezioso ed insostituibile.

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Areale di distribuzione della Starna comprende, oltre ad una vasta area della Russia asiatica ad est degli Urali e a gran parte della Russia europea, tutta l'Europa occidentale dal bacino del Mediterraneo alla Scandinavia e le isole britanniche.

La numerazione indica le relative sottospecie:
1 Perdix perdix hispaniensis
2 Perdix perdix armoricana3_Starna ed(64)
3 Perdix perdix italica
4 Perdix perdix sphagnetorum
5 Perdix perdix perdix
6 Perdix perdix lucida
7 Perdix perdix robusta
8 Perdix perdix canescens

 

La Starna è sostanzialmente legata ad ambienti di tipo steppico dove la vegetazione dominante è rappresentata da un tappeto di graminacee disseminato di arbusti. Verso i primi decenni del novecento la Starna venne introdotta in Nord America, dove si diffuse rapidamente in diverse regioni degli Stati Uniti settentrionali e del Canada meridionale.

In Italia questa specie storicamente si diffuse dall'arco alpino fino allo stretto di Messina, mancando solo in Sicilia, Sardegna ed isole minori. In senso altitudinale la distribuzione della specie raggiunse territori collinari e di media montagna caratterizzati da alternanza di colture arate, prati, pascoli, frutteti, incolti e fasce cespugliate.

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Maschio e femmina di Starna
Da Quaderni di Conservazione della Natura N° 21, disegno di Umberto Catalano.

La Starna è una specie sedentaria e molto legata al proprio territorio. Strettamente monogama, la coppia può restare unita per tutta la vita. La femmina predispone il nido in una depressione del terreno tra la fitta vegetazione e tra la fine di aprile e l’inizio di maggio depone 9-14 uova incubate per 23-25 giorni. I pulcini sono nidifughi e in grado di compiere i primi voli all’età di circa due settimane.

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Starna con pulcini
Da: Uccelli che nidificano in Lombardia, E. Bettoni disegno di O. Dressler – 1868

Purtroppo in Italia la gestione della fauna selvatica non è mai stata particolarmente lungimirante e la starna ha subito, in forma più grave rispetto ad altre specie, le conseguenze di questa situazione.
Ad una generale modificazione dell'ambiente rurale, cui la specie è legata, si sono spesso affiancati interventi di gestione venatoria quanto meno discutibili.

La triste storia della Starna italiana non è l’unico esempio di poca sensibilità naturalistica. Oltre a questa specie, tra le molte, sono in pericolo anche la Pernice rossa Alectoris rufa, la Quaglia Coturnix coturnix, la Coturnice Alectoris graeca e non per ultima la Pernice bianca Lagopus muta. Follia è infatti mantenerla ancora oggi nell’elenco delle specie cacciabili! A tal proposito rimando al post ad essa dedicato (LINK).

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Bibliografia:

Brichetti P., Fracasso G., 2004 – Ornitologia Italiana, Vol. 2 – Tetraonidae-Scolopacidae. Alberto Perdisia Editore. – Bologna

Spagnesi M., Serra L., 2004 – Uccelli d’Italia - Quaderni di Conservazione della Natura N° 21 –Istituto Nazionale Fauna Selvatica “A Ghigi”.

Cocchi R., Govoni M., Toso S., 1993 - La Starna – Documenti tecnici - Istituto Nazionale Fauna Selvatica “A Ghigi”.

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