giovedì 14 febbraio 2013

Il giorno della civetta

Chiaramente il titolo del post odierno non si riferisce al celebre romanzo di Leonardo Sciascia, ma all’osservazione odierna di tre civette fatta in Riserva del Pian di Spagna dove ho potuto osservare questi uccelli notturni straordinariamente di giorno mentre erano intenti a godersi il tiepido sole di febbraio.
Civetta Athene noctua



La civetta (Athene noctua), è un piccolo rapace notturno della famiglia degli Strigidae. Un tempo questo uccello era molto comune nelle campagne italiane ed europee, purtroppo allo stato attuale la sua presenza è in forte calo ed in alcune aree è letteralmente scomparsa. Le cause di questa drastica diminuzione sono molteplici: distruzione, trasformazione e frammentazione degli habitat rurali, taglio indiscriminato dei filari alberati e delle siepi; diminuzione dei prati e dei pascoli, un aumento di coltivazioni intensive, uso indiscriminato di pesticidi e per ultimo anche la ristrutturazione di vecchi edifici e cascinali abitualmente utilizzati dalla civetta.

Cascinale dove nascondersi e nidificare, prati e campi agricoli dove cercare il cibo, questo è il tipico
ambiente frequentato dalla Civetta.


Il nome scientifico della civetta è  Athene noctua, ispirato al nome della dea Atena (Minerva). Il termine noctua si riferisce alla sua vita notturna.

La Dea Minerva e la Civetta
La civetta di Minerva(1) è quella che accompagna la dea nei miti dell’antica Roma e, da Omero in poi, Atena glaucopide(2)  nei miti dell’antica Grecia. Questo animale rappresenta il simbolo della filosofia e della saggezza.

In quanto animale sacro alla dea Atena, la civetta compariva accanto all’ulivo nelle monete ateniesi che, per tale motivo, erano soprannominate civette.
Moneta greca Tetradracma di Atene, V secolo a.C.
Periodo Arcaico.


La civetta di Atena è stata rappresentata anche nella moneta di un euro greco, per ricordare le tradizioni mitologiche e culturali greche, soprattutto quelle filosofica e scientifiche.




Vita dura per la civetta

L'immagine della civetta nella cultura popolare è contraddittoria, infatti se da un lato è considerata simbolo di saggezza, di conoscenza, di sensibilità, del dono profetico, della moderazione e della malinconia, dall’altro lato, per la cultura popolare quest’uccello è portatore di sventure quali la minaccia di morte e la miseria, infatti secondo certe credenze, quando una civetta canta sopra un tetto, significa che una sventura si verificherà in quella casa.


Curiosità


Il termine civetta viene utilizzato anche quando ci si riferisce ad una donna vanitosa, leggera, che ama farsi corteggiare attraendo ammiratori con atti vezzosi e poco naturali e cerca di attirare su di sé l'attenzione di chi le sta attorno. Anche la locandina esposta all'esterno dell'edicola, dove sono riassunte le notizie più importanti, si chiama civetta perchè ha la funzione di attirare l'attenzione dei passanti.

Questo utilizzo del termine “civetta” è legato al fatto che la civetta veniva usata un tempo nella caccia come richiamo per piccoli passeriformi, li attraeva con un particolare modo di battere le ali, ammiccamenti e altri atteggiamenti irresistibili alle potenziali prede.


Disegno di Civetta, realizzato da U. Catalano per la pubblicazione 
“Iconografia degli Uccelli D'Italia” edito dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.


(1)Minerva era la divinità romana della guerra e della saggezza, mentre nella mitologia greca a rappresentare questa divinità era la dea Atena. Come per Atena, anche per Minerva l'animale sacro era la civetta.


(2) Simbolo di saggezza ed intelligenza; dal greco glaux (γλαύξ)=civetta
La civetta (Athene Noctua) è, assieme all’ulivo, uno degli attributi sacri alla dea Atena e, più precisamente, di Atena glaukopis. Questo appellativo deriva dall’unione delle parole greche: glaukos (γλαύκος)= lucente, argenteo + ops (ώψ)= occhio o viso ed è tradotto comunemente come sguardo scintillante o dagli occhi lampeggianti.
Sin dalle più antiche rappresentazioni, quest’ animale è sempre stato rappresentato appollaiato sulla testa della dea Atena; questo perché la civetta, uccello di abitudini notturne e quindi in grado di vedere nell’oscurità, comunicava alla dea tutto ciò che avveniva nel mondo quando le tenebre celavano ogni cosa; il rapace era, inoltre, in grado di scrutare nell’anima delle persone e leggere anche le parole non dette. Grazie all’aiuto della fedele civetta, Atena poteva venire a conoscenza della verità ed avere una visione globale dei fatti, fondamentale per colei che rappresentava la Saggezza.

1 commento:

  1. Non ho parole, le tue immagini sono straordinarie! Ma come fai a scoprire una varietà di specie così ampia ed a conoscerle tutte?

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