mercoledì 23 maggio 2012

Il Falco pecchiaiolo

In questi giorni ha raggiunto la nostra zona uno degli ultimi migratori primaverili: si tratta del Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) che resterà nei nostri boschi giusto il tempo per la nidificazione ed i giovani da poco involati partiranno con gli adulti a fine agosto per l’Africa.

Il Falco pecchiaiolo ha le dimensioni di una Poiana, il colore del suo piumaggio è assai variabile tra i vari individui, salvo le tre bande scure sulla coda. La sua dieta principale è costituita da insetti, in particolare calabroni e vespe, non a caso l’etimologia del suo nome scientifico Pérnis apivorus deriva dalle sue preferenze alimentari: Pérnis, parola greca affine a ptérnis = un uccello da preda menzionato da Aristotele, mentre apivorus deriva dal latino apis = ape, e vŏro = io divoro, divoratore di api*.

Falco pecchiaiolo
 

Il “pecchiaiolo” trascorre l’inverno a sud del Sahara e in tarda primavera percorre una rotta migratoria ben precisa attraverso la Sicilia concentrandosi in stormi costituiti anche da decine di individui presso lo Stretto di Messina. Questa particolare zona nel gergo degli ornitologi viene definita “bottleneck”, cioè “collo di bottiglia”, passaggio obbligatorio per gli uccelli migratori.


Rotta migratoria del Falco pecchiaiolo
Proprio in questa zona si ha la dimostrazione massima della stupidità umana che ha determinato nel passato la nascita di una caccia tradizionale al Falco pecchiaiolo. Questa assurda tradizione vuole che “Chi uccide l’adorno non porta le corna” (nel meridione d’Italia il falco pecchiaiolo è chiamato "adorno"). 
Trascrivo parte di quanto apparso in questo articolo (articolo integrale).

…alle radici della mattanza, anche un’antica superstizione locale. Uccidere un falco metterebbe infatti al riparo dal rischio di avere una moglie infedele. “Per oltre dieci anni ho combattuto questa battaglia e le posso assicurare che il vecchio credo popolare secondo cui abbattere un adorno, come vengono chiamati i falchi in dialetto calabrese, mette al riparo dalle infedeltà coniugali è molto più che una nota di folclore, ha un aspetto essenziale”, racconta Alessandro Bettosi, ex comandante del Nucleo operativo antibracconaggio della Forestale. “Inevitabilmente – aggiunge – certe tradizioni si vanno affievolendo, ma qualche anno fa abbiamo arrestato un insegnante di liceo che era tornato apposta dal Piemonte per adempiere al rito”.


Con il divieto della caccia primaverile introdotto nei primi anni settanta, tale attività è considerata bracconaggio e contrastata dagli organi competenti dello Stato e delle associazioni ambientaliste, le quali con grande impegno organizzano campi antibracconaggio con volontari provenienti da tutta Europa. Purtroppo tutto questo non è sufficiente e ogni anno decine di falchi rimangono uccisi, resta ancora molto da fare per sradicare questa vergogna nazionale.
Falco pecchiaiolo John Gould (1841-1881

approfondimenti
www.tutelafauna.it
www.lipureggiocalabria


Interessante il concetto del cacciatore intervistato “i bracconieri sono loro (CFS e Lipu) che braccano i cacciatori”!
Il video lo potete vedere a questo  link



*L’etimologia ed il significato dei nomi volgari e scientifici degli uccelli italiani – Edgardo Moltoni – Milano 1946

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