sabato 18 febbraio 2012

Il digiscoping e la fotografia come documento


Con l’avvento della fotografia digitale, anche per il birdwatching si è aperto un nuovo orizzonte: la fotografia come documento abituale di osservazioni correnti.

Fino alla fine del XX secolo la foto naturalistica era una pratica riservata a pochi adepti, ben preparati tecnicamente e dotati di costose e ingombranti attrezzature. Oggi, grazie al “digiscoping”, fotografare animali in libertà è una attività dai costi accessibili a tutti i birdwatchers.

Ma che cosa è il digiscoping?

Il termine è un neologismo inglese, coniato dall’unione di digital e scoping (quest’ultima parola è voce di un immaginario verbo to scope derivato da scope = campo, intendendo quello visivo del cannocchiale); il verbo che ne risulta significa dunque “scattare foto digitali attraverso il cannocchiale”.

Lo strumento, di per sé indispensabile a chi voglia effettuare osservazioni adeguate, è dotato di un oculare che nella maggior parte dei casi permette ingrandimenti tra i 20x e i 60x. Se a questo si abbina una macchina fotografica con ingrandimento zoom da 4x si possono ottenere ingrandimenti totali da 80x che, rapportati alla tradizionale fotografia formato 35 mm, la rendono
paragonabile a un’immagine scattata con un obbiettivo da 3000 mm circa: una resa veramente da telescopio.

Non lasciamoci però ingannare dall’apparente semplicità di questa nuova tecnologia. Bisogna tener conto che con ingrandimenti di tale portata si ingigantiscono ovviamente sia i vari difetti, sia i problemi di tipo operativo: gli effetti di vibrazione dell’attrezzatura, i filtri atmosferici (fluttuazioni dell’aria calda o fredda, nebbioline o polveri), la difficoltà nell’inseguire o cercare
l’animale, la messa a fuoco del soggetto, ecc. L’insieme delle circostanze fa sì, quindi, che questa pratica non porti automaticamente e subito a risultati accettabili. In ogni caso le sue potenzialità sono altissime, anche grazie all’accessibilità dei mezzi (oggi con meno di 300 euro si acquista una discreta macchina fotografica).

Poter riprendere animali elusivi o molto diffidenti dà all’osservazione un valore senza dubbio maggiore; studiare l’immagine nei dettagli, poter definire con calma sesso, età o piumaggio, arricchisce o conferma la segnalazione specialmente quando si tratta di specie rare. Si pensi al valore determinante della testimonianza fotografica nel caso in cui l’osservatore sia stato unico.

Altro pregio del digiscoping è il permettere al fotografo la presenza più discreta e rispettosa possibile. La distanza di ripresa supera spesso la distanza di fuga dell’uccello e questo permette di ottenere immagini di animali completamente rilassati e in atteggiamenti “normali”. Evitare il disturbo specialmente durante il periodo della nidificazione è poi una regola basilare del birdwatching, per qualsiasi scopo lo si pratichi.

Non dimentichiamo infine il piacere della fotografia in sé e per sé. In questo blog vengono pubblicate immagini in digiscoping solo di soggetti rilevanti, per le nostre zone, soprattutto dal punto di vista strettamente ornitologico (ne consegue che a volte l’importanza della foto va a discapito della sua qualità).

di Roberto Brembilla

Fotocamera digitale applicata ad un cannocchiale.

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