venerdì 22 novembre 2019

La migrazione delle Gru: un evento da ricordare

Ci sono momenti ed esperienze che inevitabilmente vengono fissati nella memoria di ognuno di noi. Questa è la cronaca di uno di questi particolari momenti emozionanti che condivido anche perché spunto per una riflessione sul tema del comportamento animale.
 
É una “normale” uggiosa giornata novembrina quando un amico mi chiama al telefono informandomi che in Riserva del Pian di Spagna (CO-SO) sono arrivate le Gru. Nonostante l’evento non sia particolarmente raro, in quanto questo uccello è migratore regolare e novembre è il mese tipico per osservare questa specie, per gli appassionati come me, la migrazione delle gru è un evento da non perdere, anche solo per il fascino del “Grande Nord” che questi uccelli portano con sé. Mi preparo e mi precipito in riserva nonostante mi venga segnalato che lo stormo, disturbato, si sia involato altrove.
Lo stormo di Gru (Grus grus) in sosta nella Riserva del Pian di Spagna.
Mentre mi reco in Riserva penso al luogo in cui potrei iniziare la ricerca nel caso questo stormo si sia solo spostato e non sia ripartito definitivamente proseguendo la migrazione. Giunto a destinazione, inizio la ricerca da una area idonea alla sosta di questi grandi uccelli. La fortuna mi assiste. Ecco le Gru posate in mezzo al campo e non posso far altro che esultare!

Questi uccelli sono molto sospettosi e sempre in allarme e per questo motivo non oso avvicinarmi e mi godo lo spettacolo a debita distanza. Cerco di contarle. Sono più di 100.
Mentre osservo lo stormo composto da individui sia adulti che giovani, mi chiedo quale sia il motivo di questa sosta. Sarà causa del meteo inclemente o forse sono fermi solo per riposarsi? Escudo una sosta per alimentarsi in quanto nessun individuo si sta cibando.

Danno l’impressione di non essere molto rilassate o quantomeno sembrano essere poco convinte del luogo scelto. Qualcuna si sta sistemando il piumaggio, altre si sistemano le ali per asciugarle dalla pioggia mentre gli esemplari esterni al gruppo sono molto attenti ad eventuali pericoli e pronti ad allarmare il gruppo.
Sono concentrato ad osservare il comportamento di questi uccelli e non mi accorgo che due Gru stanno arrivando in volo ma sono loro con un insistente vociare che attirano la mia attenzione: fanno diverse evoluzioni sopra il gruppo prima di planare a lato dello stormo. La scena è molto strana e mentre mi chiedo cosa facciano due Gru solitarie in disparte, il grosso stormo inizia a rumoreggiare con l’inconfondibile richiamo e tutte insieme ubbidienti al comando a noi sconosciuto si alzano in volo, disegnano varie figure fino ad assumere la forma idonea dello stormo in migrazione, il tutto accompagnato da un vociante richiamo.

Il vociante richiamo delle gru.

Non sono certo un etologo ma mi viene da pensare che le due solitarie Gru non erano altro che quello in ambito militare verrebbe chiamato “picchetto di avanscoperta”, cioè un’unità disposta in posizione avanzata rispetto ad una formazione più ampia con compiti di avanscoperta e avvistamento anticipato di eventuali pericoli. In pratica immagino che le due solitarie Gru siano andate in avanscoperta per trovare eventuali luoghi più tranquilli per una sosta o per decidere se fosse il caso di proseguire. Sta di fatto che quello a cui ho assistito è stato uno spettacolo che non dimenticherò mai.

Due solitarie Gru giungono in volo, probabilmente hanno
perlustrato la zona per trovare un luogo adatto alla sosta.

Il grosso stormo inizia a rumoreggiare con l’inconfondibile
richiamo e tutte insieme le gru si alzano in volo.
Lo stormo prende quota disegnando figure acrobatiche prima
di prendere la tipica posizione a V usata in volo migratorio.









La Gru (Grus grus) appartiene all’ordine dei Gruiformes ed è l’unica specie delle 15 che compongono la famiglia Gruidae ad essere presente in Europa, sia come nidificante (specialmente in Germania del Nord, Polonia e Paesi Scandinavi oltre che in Russia e Paesi Baltici), sia come svernante e migratore regolare. In Italia, un tempo, pare fosse anche nidificante, ma parliamo del XIX secolo. Oggi è svernate in alcune aree d’Italia poco disturbate dalla presenza umana. L’Italia è interessata da una rotta migratrice che le Gru percorrono in autunno attraversandola da Est ad Ovest e porta questi contingenti verso le aree di svernamento della Francia e della Spagna.

Rotte migratorie europee delle Gru.

Migrazione della Grus grus: in giallo l'estate,
in blu l'inverno
, in verde la rotta migratoria.
La Gru ha un aspetto inconfondibile: piumaggio grigio con una coda arricciata verso il basso, lunghe zampe e, negli individui adulti, è presente una caratteristica macchia bianca sul capo. Le dimensioni sono notevoli, può raggiunge i 120 cm di lunghezza e un apertura alare di cm 240. Sessi simili e nessuna differenza di piumaggio tra le stagioni. I giovani presentano una generale colorazione uniforme senza il bianco-nero del capo e del collo.


Questa specie è tendenzialmente gregaria. In migrazione forma gruppi composti anche da migliaia di individui.

Provincia di Alessandria, un migliaio di Gru raggiungono il dormitorio serale.



Le Gru hanno affascinato da sempre l’uomo. Giancarlo Marconi, sul sito del gruppo naturalistico Pangea, pubblica un interessante articolo di cui ne propongo alcuni spunti.

Le Gru compaiono innumerevoli volte, soprattutto nei trattati medievali di caccia. Nel De Arte venandi cum avibus di Federico II di Svevia, l’animale compare diverse volte, compreso anche aggredito dal Girfalco (Falco rusticolus)  un falco addestrato appositamente alla caccia, delle Gru.



Raffigurazioni di Gru dal trattato De Arte venandi cum avibus di Federico II di Svevia.

 Da wikipedia.org



Ma il fascino esercitato da questi uccelli ha in Europa radici ben più antiche: si pensi alle battaglie tra le gru e i Pigmei, raffigurate in molti vasi greci (celebre fra tutti il piedestallo del vaso François) o nei trattati morali dove la gru simboleggia la temperanza e l’accortezza.

Lotta fra i Pigmei e le gru. Fonte: www.iltermopolio.com

La Gru è simbolo di accortezza data dal suo portamento quando è in riposo, che avviene normalmente in acqua appoggiando il corpo su una zampa sola. Secondo il greco Solino, vissuto nel III secolo d.C e autore di una fortunata Collectanea rerum memorabilium, questo atteggiamento deriverebbe dal fatto che le gru terrebbero nel piede alzato una pietra che verrebbe gettata in acqua per svegliare le compagne al minimo sentore di pericolo, come rappresentato vivacemente in questa medaglia di Altdorf di Norimberga o in alcuni trattati sugli uccelli di epoca medievale, come quello appartenuto a Ulisse Aldrovandi e conservato presso a Biblioteca Universitaria di Bologna.

Medaglia dell’Accademia Altdorf, Norimberga, sec.XVI.

L’abitudine della gru di tenere alzata la zampa quando riposa viene riportata anche nella famosa raccolta di novelle di Giovanni Boccaccio attraverso la spiritosa storia di Chichibio. Durante la sesta giornata, prende la parola Neifile e racconta di Corrado Gianfigliazzi, ricco banchiere fiorentino con la passione degli uccelli e della caccia, che un bel giorno, durante un’uscita col suo falcone, cattura una gru “grassa e giovane”, e la fa cucinare al suo cuoco, il veneziano Chichibio. Ma mentre questi si mette a rosolare allo spiedo la gru, il soave profumo di carne arrostita attrae la serva Brunetta, di cui Chichibio è innamorato e alle insistenti richieste di costei per una coscia del volatile, Chichibio, prima le risponde cantando che non le darà nulla ma alle insistenze un po’ ricattatorie della bella servetta, il cuoco cede e gliene regala una. Alla cena, Corrado, si altera non poco vedendo che l’arrosto presenta una sola coscia e ne chiede la ragione a Chichibio, che altro non riesce a rispondere che le gru hanno sempre e solo una zampa sola. Corrado, gli dice allora di accompagnarlo la mattina presto seguente, per vedere se veramente il fatto risponde a verità. E in effetti, giunti vicino alla palude, vedono un gruppo di dodici gru ancora dormienti su una zampa sola. Chichibio crede di passarla liscia, facendo notare la caratteristica dei volatili dormienti, ma Corrado, con un sonoro “Oh,oh” fa alzare in volo le gru, che mostrano entrambe le zampe e si rivolge a Chichibio chiedendogli spiegazioni se non vuole incorrere in una dura punizione. Al ché il cuoco, con grande prontezza di spirito dice: Ma signore, ieri sera non avete urlato Oh,oh alla gru nel piatto! e tutto finisce in una sonora risata del padrone, che apprezza il motto di spirito del servo.

Chichibio e la gru, quarta novella della sesta giornata
del Decameron di Giovanni Boccaccio. 
Gru in riposo con la zampa sollevata.
Marzo Pian di Spagna (CO).
Singolarmente anche il comune  bergamasco di Leffe ha nel suo stemma la raffigurazione di una Gru con la zampa sollevata e un oggetto tra la zampa.  fonte:Stemmi Comunali Italiani, fonte:wikipedia.org


Dante nella Divina Commedia cita più volte il volo delle gru; E come i gru van cantando lor lai, faccendo in aere di sé lunga riga, così vid’io venir, traendo guai, ombre portate da la detta briga. Così Dante, nel quinto canto dell’Inferno, quello dei lussuriosi: i dannati di questo cerchio sono costretti a volare continuamente in un vento tempestoso, lamentandosi e bestemmiando la virtù divina in continuazione. Il paragone con i voli delle gru in migrazione è immediato.

Gru, stampa tratta  Naturgeschichte der Vögel Mitteleuropas
Johann Friedrich Naumann (1780-1857),1899.

Da wikimedia - licenza di pubblico dominio. 


Se nei trattati di caccia, le gru appaiono più o meno stilizzate, sarà Raffaello nel XVI secolo a raffigurare in modo reale la gru in un cartone preparatorio per un arazzo destinato ad ornare la parte inferiore della Cappella Sistina.



Cartone e arazzo della Pesca Miracolosa, 1514-1516.

  Attualmente i cartoni sono esposti al Victoria and Albert Museum di Londra,
 mentre gli arazzi fanno parte della Pinacoteca vaticana.

Da wikimedia - licenza di pubblico dominio.


curiosità

Nel 1946 viene fondata la “LAI” Linee Aeree Italiane per il riavvio dei servizi di linea regolari in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale. Questa compagnia la cui flotta era composta da apparecchi Douglas DC-6 e DC-3 cessò l’attività nel 1956, anno in cui si fuse con l’Alitalia. Un suo famoso manifesto pubblicitario riportava un apparecchio seguito da uno stormo di gru, nella loro tipica formazione a “V”, o a “Y” rovesciata.

fonte www.italianways.



Bibliografia

Brichetti P. & Fracasso G., 2004. Ornitologia Italiana, Vol.2, Tetraonidae-Scolopacidae, Alberto Perdisa Editore, Bologna.

Dal WEB

G. Manconi - Un mondo di gru www.gruppopangea.org

Acta Ornithologica, 48(2): 165-177. 2013 - Autumn Migration of Common Cranes Grus grus Through the Italian Peninsula: New Vs. Historical Flyways and Their Meteorological Correlates Author(s): Toni Mingozzi et al. - Publysched By: Museum and Institute ef Zoology, Polish Academy of Scienze.



La registrazione del richiamo delle gru è di Stephan Risch - xeno-canto Sharing bird sounds from around the world.

1 commento:

  1. quanto si impara .....
    dopo pochi giorni, anche sopra casa mia a Casatenovo, è passato uno stormo a doppia V di 168 esemplari, vocianti e molto basse

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