lunedì 20 giugno 2016

Siamo in estate e quattro volpacchiotti giocano spensierati.

Mentre l’estate meteorologia ha avuto inizio il 1° giugno e terminerà il 31 agosto, l’estate astronomica scatta oggi 20 giugno 2016 alle ore 22:34 (UT). Il solstizio d’estate è il giorno più lungo e luminoso dell'anno. Queste giornate estive sono le più spensierate anche per le giovani volpi, le quali ancora accudite e protette dalla madre, possono dedicare il loro tempo al gioco e non pensare alla stagione invernale ancora lontana in cui solo gli esemplari più forti e scaltri sopravvivranno alla dura realtà della vita.

Volpe from Roberto Brembilla on Vimeo.

Non capita spesso di imbattersi in una famigliola di volpi che, incuranti della mia presenza, giocano teneramente come fanno tutti i cuccioli. Questa cucciolata è composta da quattro fratelli. Segno evidente che la madre è un’abile cacciatrice e che la zona è particolarmente ricca di prede2_Volpe_001. Nonostante questo però quattro bocche da sfamare sono pur sempre tante e l’astuta madre, oltre che di notte, deve attivarsi anche di giorno abbandonando momentaneamente la tana e la sua cucciolata. L’assenza della madre spiega quindi il motivo fortunato per cui riesco ad osservare questi sprovveduti cuccioli che, incuranti della presenza del loro più acerrimo nemico (l’uomo) si mostrano bellamente.

Volpe adulta

 

La volpe Vulpes vulpes è un mammifero appartenente all’ordine dei Carnivori e alla famiglia dei Canidi. Ha una lunghezza di 70-90 cm, con 35-40 cm di coda, per un'altezza al garrese di 30-40 cm; il peso oscilla tra 4 e 11 kg. Questa specie è presente in tutta la regione Paleartica mentre l’areale italiano della volpe copre la quasi totalità del paese nei più svariati habitat come le praterie alpine fin oltre i 2500 m, le foreste di conifere, i boschi misti, la macchia mediterranea, le pianure e le 3_Volpe_003colline coltivate e, occasionalmente, l’ambiente urbano. In Italia la volpe è assente in tutte le isole minori. L’enorme areale occupato da questa specie testimonia l’alto grado di adattabilità di questo carnivoro non specializzato la cui dieta è alquanto varia e spazia in tutto ciò che riesce a catturare come ad esempio: conigli, lepri, roditori, uccelli, coleotteri, ortotteri e lombrichi, rettili, anfibi, pesci e ogni genere di rifiuto commestibile. Secondo la stagione la dieta della volpe si basa molto anche di vegetali come bacche e frutti.

Volpe, Alpi lombarde quota 2400 metri.

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Una volpe mentre perlustra un prato alla ricerca di cibo.

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  Resti di pasto a base di coleotteri.

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Le volpi si riproducono una volta all'anno. Il numero dei cuccioli varia normalmente da 1 a 6 per cucciolata a seconda dell'ambiente e dalla disponibilità di cibo. Le femmine hanno 6 mammelle. Il periodo di gestazione è di 60-63 giorni. I cuccioli sono partoriti in tane/gallerie scavate dalle stessa femmina o in fenditure delle rocce.

Imboccatura di una tana di volpe.

 

Generalmente la volpe ha abitudini solitarie. Capita però che incroci altri individui conspecifici durante le sue scorribande notturne anche nei territori esterni alla sua normale frequentazione. La sua territorialità è segnata con segnali olfattivi rilasciati da ghiandole anali le cui secrezioni sono emesse spontaneamente o con feci e urine abbandonate su punti di riferimento. Le volpi comunicano per mezzo di suoni come uggiolii, latrati e strilli.

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Escremento di volpe.

Capita che le volpi vengano decimate da malattie infettive quali la rabbia silvestre (attualmente assente dal territorio italiano) e la rogna sarcoptica. Gli effetti di questi eventi hanno comunque una durata limitata nel tempo in quanto la plasticità riproduttiva di questa specie consente un rapido recupero numerico. Negli anni ottanta del secolo passato si è verificata un’epidemia di rabbia silvestre. Furono sistematicamente organizzati piani di abbattimento senza riuscire ad arginare il problema poiché non appena si abbatteva una volpe, un’altra conquistava immediatamente lo stesso territorio accelerando anziché fermare il diffondersi della rabbia. Per contrastare il propagare della rabbia si cercò di realizzare una “barriera” composta da una popolazione di volpi vaccinate. Per procedere a questa immunizzazione fu sperimentato un vaccino orale distribuito mediante lanci aerei di esche contenenti appunto questo vaccino antirabbico. Circa il 74% delle volpi mangiò queste esche.

La volpe ha in natura diversi predatori come ad esempio l’aquila reale, il gufo reale e il lupo. Il pericolo maggiore proviene però dall’uomo che da sempre l’ha cacciata per la pregiata pelliccia e per la considerazione, ovviamente errata, di animale nocivo. Anche l’attività venatoria influisce sulla popolazione di questo animale. Basti pensare che ancora oggi è in uso la “Caccia alla volpe”, un barbaro passatempo per nobili.

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Stampa di fine ottocento raffigurante una scena di caccia alla volpe.

Dalla rivista Focus riporto integralmente: Una delle giustificazioni addotte dai cacciatori inglesi per continuare a uccidere le volpi "in maniera tradizionale" era che senza il loro controllo la popolazione di questo piccolo predatore sarebbe esplosa. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature dimostra che quest’ipotesi è sbagliata. Durante il 2001, buona parte del Regno Unito ha visto il blocco della caccia alla volpe per paura dell’afta epizootica. Nonostante ciò il numero delle volpi in tutto il territorio, determinato dal numero di feci trovate, non è cambiato in maniera significativa. Ciò significa che la caccia non serve per controllare la densità di popolazione delle volpi. La specie, in un modo nell’altro, non ha bisogno dell’uomo per autoregolarsi.

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La volpe è entrata a pieno titolo nelle espressioni proverbiali e come simbolo della furbizia e dell’astuzia.

Alcuni proverbi
“Ma non una seconda volta la volpe sarà presa al laccio”. Non si rifà due volte lo stesso errore.

“Tu non metti una volpe a sorvegliare i polli solo perché ha un sacco d'esperienza in fatto di pollai.”

“Tutte le volpi alla fine si rivengono in pellicceria.”

“La volpe in vicinato non fa mai danno”.

“Volpe vecchia non si fa prendere al laccio”.


Dal dizionario dei Modi di Dire (Hoepli Editore) riporto quanto segue.

essere un volpone: essere una persona molto astuta o che si avvale con abilità di mezzi spesso subdoli e a volte illeciti.

essere una vecchia volpe: essere una persona capace di destreggiarsi anche nelle situazioni più difficili e complesse grazie alla propria abilità e a una lunga esperienza di vita.

essere una volpe: essere una persona abile e astuta, o anche molto prudente o diffidente.

fare come la volpe con l'uva: Ostentare disprezzo o disinteresse per quello che non si riesce a ottenere pur desiderandolo molto.
Narra una favola di Esopo (Favole,32) ripresa poi da Fedro (Favole,IV,3) e La Fontaine (Fables,III,11) che un giorno una volpe affamata si trovò a passare sotto una vite da cui pendeva un grosso grappolo d'uva matura. La volpe cercò in tutti i modi di afferrarlo, ma senza risultato, e quando si rese conto dell'inutilità dei suoi sforzi se ne andò affamata quanto prima esclamando: “Bella quell'uva; peccato che non fosse matura”.

fare la volpe con un'altra volpe: Tentare di battere un rivale con le sue stesse armi, di solito senza riuscirci. È riferito in genere a un imbroglione che cerca di raggirare un altro imbroglione, o a chi si difende da un truffatore adottando i suoi stessi sistemi.
Il detto è diffuso nell'antichità classica soprattutto in chiave difensiva. Lo stesso Ovidio afferma così che è lecito difendersi da una frode ricorrendo a un'altra frode (Ars amatoria,3,49), e molti altri autori e massime popolari invitano a utilizzare gli stessi mezzi adottati dal nemico per non restarne vittime, in locuzioni quali “con la volpe, anche tu comportati da volpe”, “è difficile prendere una volpe con un'altra volpe” e varie altre.

 

Sebbene ritenuta furba, opportunista e con una pessima reputazione, pensatela pure come volete, per me la volpe resta comunque un animale affascinante e adorabile, in modo particolare quando è cucciola, come dimostrano queste foto.

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Bibliografia

Spagnesi M., A. M., De Marinis (a cura di), 2002 - Mammiferi d’Italia. Quad. Cons. Natura, 14, Min. Ambiente – Ist. Naz. Fauna Selvatica.

Quartu M., Rossi E., Dizionario dei modi di dire della lingua italiana – Hoepli editore, 2012

Civardi A., Esperienze italiane di immunizzazione orale delle volpi contro la rabbia: validità del metodo e risultati ottenuti. Hjlstriu, (n.s.) 3 (1991): 159-165 Atti I Simp. Ital. Carnivori

Web

Focus.it

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