sabato 21 dicembre 2013

Solstizio d'inverno

Oggi 21 dicembre alle ore 12:11 inizia ufficialmente l'inverno.

Una folaga, il sole d’inverno, il lago ed ecco alcune immagini del mio personale solstizio invernale.

1_Folaga sole_Varenna (1) (Medium)

 2_Folaga sole_Varenna (3) (Medium)

 3_Folaga sole_Varenna (8) (Medium)

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Un popolare e diffuso detto recita: “Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia”, ma dato che questa ricorrenza cade il 13 e non il 21 dove sta l’errore?

Curiosando nel web ho trovato questo articolo di Franco Martinelli di cui propongo di seguito qualche spunto di riflessione.

Fino al 1582 era in uso il Calendario Giuliano che per errori di arrotondamento aveva perso di circa 10 giorni il sincronismo con gli eventi astronomici e stagionali; in tale periodo il solstizio d’inverno cadeva proprio intorno al 13. La riforma del calendario attuata in quell’anno da Papa Gregorio XIII comportò la soppressione dei giorni eccedenti riportando il solstizio alla sua data tradizionale, cioè il 21. Ciò nonostante il proverbio è rimasto nell’uso corrente ed è tutt’oggi usato sebbene impropriamente. Però il caso vuole che in prossimità del 13 dicembre si verifichi che i sole tramonti più presto che al solstizio del 21dicembre, questo dipende dal fatto che mentre la Terra ruota su se stessa con velocità costante, non fa altrettanto nella sua rivoluzione intorno al Sole, provocando così una differenza variabile fra l’ora solare vera e quella segnata dai nostri orologi. L’anticipo che il Sole ha sui nostri orologi si riduce molto rapidamente all’inizio di dicembre (perde 8 minuti in 20 giorni), mentre cala la velocità con cui le giornate si accorciano (le giornate si accorciano di quasi 2 minuti all’inizio del mese mentre al solstizio sono costanti). Per questo il Sole riesce a tramontare con 3 minuti di anticipo attorno Santa Lucia rispetto al solstizio, ma visto che il sorgere del sole è ritardato di alcuni minuti in definitiva resta il 21 dicembre il giorno più corto dell’anno.

SOLSTIZIO INVERNALE: IL 21 O IL 22?
Per tradizione popolare il Solstizio invernale è associato al 21 di Dicembre, ma non sempre esso si verifica in tale giorno. Come noto l’anno solare è lungo 365 giorni 5 ore e 49 minuti circa, mentre l’anno civile, essendo necessariamente costituito da giorni interi trascura le briciole e si ferma a 365.

Questo significa che ogni anno di calendario noi lasciamo per la strada queste briciole che determinano uno sfasamento progressivo rispetto ai fenomeni astronomici a ciclo annuo. Per recuperare questo sfasamento, come è noto a tutti, ogni quattro anni viene aggiunto un giorno all’anno civile, riportando così le cose (quasi) a posto.

Questo comporta che il Solstizio ogni anno cada circa 6 ore più tardi rispetto all’anno precedente. Quando cade un anno bisestile, conservandosi immutato l’incremento annuale di circa 6 ore, si avrà però un salto all’indietro di un giorno, grazie all‘inserimento del 29 Febbraio.
L’imperfezione quindi del nostro calendario fa sì che il Solstizio invernale (ma non solo esso; questa regola ovviamente vale anche per quello estivo e per gli equinozi) oscilli attualmente tra il 21 ed il 22. C’è da sottolineare che aggiungere un giorno intero ogni quattro anni non riporta esattamente le cose a loro posto; si aggiunge qualcosa di troppo che però questa volta viene recuperato ogni quattrocento anni. Resta pertanto una sorta di deriva temporale che fa sì che, in un lungo periodo, la oscillazione delle date non si fermi al 21 e al 22 ma, ogni tanto sfori sia verso il 20 che il 23. Così ad esempio l’ultima volta che il Solstizio si è verificato il 23 Dicembre risale al 1903 iniziando una lunga serie ininterrotta di 36 anni in cui poi è caduto sempre di 22. La prossima volta che cadrà il 20 sarà l’anno 2080 alternandosi con il 21 fino al 2101 per por scomparire dal calendario per quasi quattrocento anni.

DIES NATALIS INVICTI SOLIS.
A questo punto di svolta del Sole che, dopo essere arrivato al punto più basso del suo percorso stagionale torna ad allungare le giornate, gli antichi Romani (ma anche se in modo diverso un po’ tutte le altre civiltà del mondo) associarono la festa della nascita del Sole Invitto, del Sole cioè che tornava a illuminare le giornate e scaldare il suolo. Questa festività segnava la fine del ciclo negativo del Sole e l’inizio di un nuovo periodo stagionale. Il nostro odierno Capodanno, che cade molto prossimo al Solstizio, origina appunto da questa festa. Ma non solo; anche il Santo Natale deve la collocazione della sua data proprio a questa ricorrenza. Nel IV secolo Papa Liborio volle sovrapporre alla festa pagana del Sole Invitto la festa cristiana del Natale di Gesù Cristo. Solo successivamente le tre ricorrenze (Natale, Capodanno e Solstizio), nelle vicissitudini delle riforme calendariali e forse anche per esigenze liturgiche, si sono separate. La loro vicinanza però testimonia ancora oggi la loro comune origine.

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